ROSELLA FORMENTI
Cronaca

La nuova denuncia del sindacato: "In carcere agenti ad alto rischio"

Dopo l’ennesima aggressione subita da una guardia in servizio a Busto Arsizio da parte di un detenuto

La nuova denuncia del sindacato: "In carcere agenti ad alto rischio"

La nuova denuncia del sindacato: "In carcere agenti ad alto rischio"

La sicurezza degli operatori della Polizia penitenziaria è una priorità: a sottolinearlo la Segreteria della Funzione Pubblica Cgil Varese che ieri ha diffuso un comunicato nel quale ribadisce la necessità di interventi per migliorare le condizioni di lavoro degli agenti, a cominciare dal rafforzamento degli organici. La riflessione parte dall’ennesima aggressione subita da un agente in servizio nel carcere di Busto Arsizio da parte di un detenuto. "L’ennesimo infortunio sul lavoro, l’ennesimo rischio sventato a costo della propria incolumità – si legge nella nota -Tra i tanti lavoratori della sicurezza, negli ultimi anni la Polizia Penitenziaria ha pagato un conto salatissimo in termini di carenza di organici e di infortuni sul lavoro".

Quindi ricorda il tentativo di fuga del detenuto e l’aggressione subita dall’agente, un infortunio, valutato con 10 giorni di prognosi. Continua il comunicato " La ragione primaria che si cela dietro questo episodio è tanto semplice quanto sconfortante: la carenza cronica degli organici. Il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti, cioè il personale che si occupa di trasportare e di sorvegliare, i detenuti, è attualmente composto da 15 unità, rispetto alle 19 previste.Una carenza che supera il 20%". Quindi la Segreteria di FP Cgil Varese fa rilevare "A questa motivazione si aggiunge un aumento vertiginoso delle prestazioni specialistiche che necessitano il trasporto in ospedale e riteniamo che questa crescita così rapida negli ultimi anni sia dovuta ad una sorta di "strategia difensiva", cioè inviare sempre i detenuti in ospedale per qualsiasi problema, per ripararsi da eventuali denunce, anche e soprattutto visto il bassissimo numero di medici e infermieri che scelgono di lavorare negli Istituti Penitenziari. Il risultato di questo insieme di ragioni è facilmente osservabile: un numero insufficiente di lavoratori deve far fronte ad un’elevatissima richiesta di trasporti, obbligando così gli agenti di Polizia Penitenziaria a svolgere più traduzioni ogni giorno.Tutto a discapito di efficienza e sicurezza". Funzione Pubblica Cgil Varese da anni denuncia a situazione degli organici quindi conclude: "Rivendicheremo, in tutte le sedi, una campagna di integrazione degli organici della Polizia penitenziaria, da anni ridotti sotto i numeri minimi, per garantire i riposi ai lavoratori, per meglio distribuire i carichi di lavoro, perché la sicurezza di questi lavoratori diventi un obiettivo primario".