La battaglia della moschea. Sarà il prefetto a trovare l’area dove sarà costruita

Sesto Calende, la decisione del Tar dopo dieci anni di ricorsi giudiziari. A Pasquariello nominato commissario concessi sessanta giorni di tempo.

La battaglia della moschea. Sarà il prefetto a trovare l’area dove sarà costruita
La battaglia della moschea. Sarà il prefetto a trovare l’area dove sarà costruita

Dopo dieci anni di polemiche e attese la parola passa ora al prefetto di Varese Salvatore Pasquariello. Sarà infatti il rappresentante del Governo a gestire la “questione moschea“ che dal 2013 divide politica e opinione pubblica a Sesto Calende a suon di ricorsi davanti al Tribunale amministrativo. Il Tar lombardo ha nella pratica definito “inadempiente“ l’Amministrazione comunale (di centrodestra) che da dieci anni non dà risposta alle reiterate richieste della “Comunità islamica ticinese“ di poter avere a disposizione un’area dove realizzare una moschea, la prima in provincia di Varese.

Una battaglia giudiziaria lunga appunto dieci anni, con quattro sentenze vinte sia in primo grado sia in secondo grado davanti al Consiglio di Stato dalla comunità dei musulmani, in nome della tutela delle minoranze religiose e della libertà di culto. Principi ai quali la Giunta non sembra aver voluto dare la priorità. In pratica, per i giudici amministrativi (la decisione è del 23 dicembre) non sono ammissibili i dinieghi finora opposti dal Consiglio comunale a traino leghista, che ha motivato il rifiuto all’individuazione dell’area, e quindi alla necessaria e conseguente variante al Piano di Governo del territorio, ora sulla base della contrarietà della maggioranza dei sestesi ora su motivazioni legate all’affluenza di persone che il luogo di culto genererebbe con i conseguenti problemi logistici e di parcheggio.

Adesso l’ennesima sentenza sfavorevole al sindaco Giovanni Buzzi e la nomina a commissario del prefetto suonano come una spada di Damocle. Pasquariello avrà 60 giorni di tempo per dare risposta e applicazione ai verdetti del Tar. In pratica, a individuare finalmente un’area adatta. Una delle nove in realtà che già erano state prese in considerazione dalla Giunta prima che il voto contrario del Consiglio imponesse lo stop al progetto. Come quella nella zona industriale di via dell’Artigianato proposta dallo stesso primo cittadino. Altre zone erano state individuate a ridosso del cimitero e vicino al campo sportivo. Per il Comune di Sesto la decennale battaglia contro la moschea è stata anche dispendiosa. Per le spese legali sono usciti dalle casse comunali oltre centomila euro. Senza però ottenere risultati concreti. La palla passa dunque a Pasquariello.