
Il fendente che ha ucciso Boris Rezzonico, 57 anni, accoltellato dal figlio adottivo, Francesco, 25 anni, è un colpo mortale...
Il fendente che ha ucciso Boris Rezzonico, 57 anni, accoltellato dal figlio adottivo, Francesco, 25 anni, è un colpo mortale al cuore della famiglia che lo aveva adottato da bambino, nato da genitori etiopi, seguito poco dopo dall’adozione di due gemelli, originari del Togo. Rezzonico, residente a Lugano, affermato consulente finanziario in un’importante agenzia assicurativa e la moglie Immacolata Iglio, avvocato, impegnata nel diritto internazionale e nella tutela dei rifugiati, da cui da qualche tempo era separato, vent’anni fa hanno condiviso con convinzione la decisione di adottare quei tre bambini, ai quali dare affetto e una famiglia, le basi sicure per costruire il loro futuro. Un atto d’amore di due persone ispirate da profondi valori etici, diventati genitori con quella scelta.
La coppia ha accompagnato passo dopo passo la crescita dei tre figli, un percorso educativo all’interno del quale crescendo, il maggiore, Francesco, ha cominciato a manifestare problemi e fragilità, motivo di preoccupazione per i genitori, come quando in varie occasioni, ancora minorenne, si è allontanato da casa e quando, frequentando la galassia dei movimenti anarchici, è stato arrestato, nel 2019 coinvolto in un’inchiesta della Digos, dopo la guerriglia urbana scatenata a Torino nel mese di febbraio dello stesso anno. Successivamente è finito nei guai per una manifestazione a La Spezia, mentre 4 mesi fa a Varese è stato processato per aver violato nel 2020 una misura di sorveglianza speciale.
Francesco, un giovane definito problematico, con una forte fragilità, militante anarchico, che non rispetta autorità, che non accetta intromissioni nella sua vita e forse fa uso di droghe, nella serata di domenica, nell’abitazione della mamma a Luino, ha accoltellato a morte il padre adottivo al culmine di una lite.Il venticinquenne nella notte dopo l’omicidio ha ammesso di aver ucciso il padre, il movente è ancora da chiarire ma sembra che non sia riconducibile nella sfera dei rapporti con i genitori adottivi, pare invece che all’origine ci sia una situazione personale, una questione sentimentale che avrebbe acceso il diverbio fino al tragico epilogo. Il giovane sarebbe apparso in stato di alterazione quando è stato bloccato dai carabinieri, per questo gli inquirenti hanno disposto esami tossicologici per accertare se fosse sotto effetto di droghe.
Oggi pomeriggio alle 16 in carcere a Varese l’interrogatorio per la convalida del fermo, Francesco Rezzonico sarà ascoltato dal Gip Marcello Buffa.L’indagato è assistito dall’avvocato Eugenio Losco, il legale che in Ungheria ha difeso nel processo in cui era imputata l’attivista di sinistra Ilaria Salis. Ieri l’avvocato ha incontrato il giovane in carcere, ma quest’ultimo si è rifiutato di parlargli.
Rosella Formenti