Davide Tosi, docente all’università dell’Insubria ed esperto di big data
Davide Tosi, docente all’università dell’Insubria ed esperto di big data

Varese, 15 novembre 2020 - Dalla scorsa primavera con l’avvento del Covid-19 abbiamo imparato tutti, volenti o nolenti, a familiarizzare con i numeri della pandemia: dai casi giornalieri al totale dei decessi fino ai saliscendi della curva dei contagi. Dati spesso asettici e difficili da capire, o peggio ancora mal interpretati o sottovalutati. Ma come possono essere utilizzate tutte queste informazioni per comprendere meglio le dinamiche della malattia? Ed è possibile effettuare previsioni attendibili sull’evoluzione futura? Una risposta a queste domande arriva da Varese, grazie al lavoro del ricercatore e docente dell’Università dell’Insubria Davide Tosi, esperto di big data. Fin da marzo ha iniziato a studiare i trend del virus, realizzando modelli di previsione che sono stati poi confermati dall’andamento reale dell’epidemia.

Così è successo a marzo e a settembre, e anche l’ultima analisi, datata 1 novembre, si è avverata. Allora Tosi aveva lanciato un allarme sugli effetti dell’inattivismo a livello istituzionale riguardo nuove misure per arginare la pandemia. In quella data, in cui la media giornaliera di decessi in Italia era di 200 casi, lo studio targato Insubria aveva previsto che per metà mese il dato sarebbe salito fino a circa 650 morti. Giovedì 12 sono stati 636. Insieme ai tesisti di Informatica Alice Schiavone e Alessandro Riva il professor Tosi ha lanciato recentemente un portale, www.covid19-italy.it, in cui sono presenti dashboard interattive sui dati del coronavirus a livello nazionale e regionale. Una sezione è dedicata alla Lombardia, con grafici e analisi aggiornati quotidianamente. "A livello lombardo – spiega il docente – si sta osservando un rallentamento del numero dei casi giornalieri. Non vuol dire che stiamo scendendo: stiamo ancora scalando la montagna ma la salita è un po’ meno ripida".

Per la prossima settimana si prevede un ulteriore calo e poi dovrebbe seguire una stabilizzazione, prima di iniziare a scendere, indicativamente per dicembre. Sul portale è possibile consultare una serie di pubblicazioni scientifiche sul Covid-19, oltre che scaricare un prontuario per proteggersi dalla malattia. E al sito si affianca un altro strumento, la pagina Facebook, intitolata “Predire è meglio che curare”, dove vengono pubblicate riflessioni sui parametri legati alla pandemia e sulla loro corretta lettura. "Quello che è mancato secondo me in tutti questi mesi – commenta Tosi – è stato dare voce a chi i dati li analizza e li sa interpretare. Altre categorie di scienziati e professori come i virologi si sono messi a parlare di numeri senza avere le competenze per parlare di trend".

Il ricercatore invita poi a guardare a tutti i numeri nel loro insieme. "I dati hanno una capacità di predizione che è potentissima, soprattutto quando si parla di big data e si considerano tutte le variabili che abbiamo a disposizione per generare questi modelli. In questi mesi ci si è focalizzati solo un indicatore, c’è stata la moda dell’indice R0, poi della curva dei contagi e ora si parla solo delle terapie intensive. Ma tutte le variabili devono essere sempre prese in considerazione perché tutte le curve sono disallineate tra loro temporalmente e gli effetti di una curva si vedono poi ripercuotere sulle altre nel futuro". Bisogna considerare poi un altro aspetto: per valutare gli effetti delle nuove limitazioni occorre sempre attendere 15 giorni. L’impatto delle regole più restrittive dell’ultimo decreto entrato in vigore il 6 novembre si conoscerà meglio quindi per la fine della prossima settimana. Capitolo contagi: resta alto il dato su Varese. Ieri sono stati 1.341.