Omicidio di Andrea Bossi: i cellulari ai raggi X per capire di più sulla notte del massacro

Analisi tecnica sui telefonini della vittima, di Michele Caglioni e Douglas Carolo A fine mese i Ris di Parma consegneranno le analisi su chiavi e portacenere

Douglas Carolo e Michele Caglioni, al centro la vittima Andrea Bossi

Douglas Carolo e Michele Caglioni, al centro la vittima Andrea Bossi

Cassano Magnago, 8 marzo 2024 – Proseguono le indagini sull’omicidio di Andrea Bossi, il giovane di 26 anni, ucciso nella tarda serata del 26 gennaio nella sua abitazione a Cairate.

In carcere dal 28 febbraio scorso ci sono due ventenni, Douglas Carolo, di Samarate e Michele Caglioni, di Cassano Magnago. A breve dalla Procura di Busto Arsizio sarà affidato l’incarico per l’analisi tecnica sui dispositivi sequestrati a Bossi e ai due giovani arrestati con l’accusa di omicidio volontario.

Computer e telefoni, compreso il secondo cellulare di Bossi di cui probabilmente chi l’ha ucciso non conosceva l’esistenza mentre ha distrutto il primo apparecchio saranno attentamente analizzati alla ricerca di elementi fondamentali per gli inquirenti per ricostruire i collegamenti tra la vittima e i due giovani. Bossi conosceva Carolo, forse tra i due ci sarebbe stato qualcosa di più di un’amicizia. Caglioni, che sta collaborando con gli inquirenti, non avrebbe invece conosciuto Bossi.

Al lavoro anche i Ris di Parma che stanno analizzando tutti i reperti sequestrati, dai quali si ricaveranno impronte e tracce biologiche, dal pesante posacenere con cui la vittima sarebbe stata stordita prima della coltellata mortale alla gola, a un bicchiere, tra gli oggetti sottratti all’abitazione dove è stato commesso il delitto e poi nascosti nei campi. Entro la fine di questo mese saranno depositati gli esiti degli accertamenti scientifici. L’altro giorno i genitori di Michele Caglioni sono stati in carcere e hanno incontrato il figlio.

Ieri la mamma Stefania in lacrime davanti ai microfoni della trasmissione “La vita in diretta“ ha parlato di questo incontro con il figlio, atteso dopo l’arresto. Gli occhi pieni di lacrime, "ci siamo abbracciati – ha detto – Michele mi ha abbracciata, ha pianto tanto, mi ha detto “ti amo tanto“. Sta male, è molto dimagrito".

È una donna distrutta, non può credere che suo figlio possa essere un assassino e ripensa al mese dopo l’omicidio di cui Michele è accusato con Douglas Carolo. "Vedevo che qualcosa non andava nel suo comportamento – ha ricordato ieri – ma non potevo certo immaginare… Non usciva più di sera, non rispondeva al telefono".