Sesto Calende, cigni intossicati da pane e pizza: salvati in extremis

I gestori del rifugio: un gesto che a noi pare gentile per loro e le anatre è letale

Ammirateli, non sfamateli. Intossicati da pane e pizza: due cigni salvati in extremis

Ammirateli, non sfamateli. Intossicati da pane e pizza: due cigni salvati in extremis

È un appello particolare quello lanciato dai volontari del rifugio Miletta di Agrate Conturbia e riguarda i cigni, gli eleganti volatili perfetti per le favole e sempre capaci di affascinare, ammirandoli scivolare sull’acqua. "Non date pane, biscotti, pizze", è l’invito ai cittadini che arriva dagli operatori del rifugio dove l’altro giorno sono stati, fortunatamente, salvati due esemplari, recuperati sull’alzaia di Sesto Calende. Un intervento urgente perché i due cigni erano in gravi condizioni a causa di un’intossicazione alimentare. Casi non rari perché molte persone, a volte genitori con i bambini, compiono il gesto di lanciare pezzi di pane o biscotti proprio ai cigni, un gesto che diverte i piccoli ma di cui ignorano le gravi conseguenze.

"Quel cibo è dannoso, provoca il blocco del sistema digerente, il cigno non si alimenta più e muore". È il rischio corso dai due esemplari recuperati sull’alzaia a Sesto Calende e salvati davvero in extremis. Uno è già fuori pericolo, l’altro ha bisogno ancora di cure per superare la fase critica, una volta che si saranno ristabiliti torneranno in libertà. La proposta dei volontari è di collocare cartelli che spieghino la pericolosità per la salute del cigno di pane, pizza e biscotti, come pure per le anatre, che spesso arrivano al rifugio con lo stesso problema.

Intanto di recente due cigni si sono resi protagonisti di due episodi curiosi, uno è stato recuperato alla stazione di Sesto Calende, era appollaiato sul locomotore di un treno diretto a Milano, l’altro, lasciato il laghetto ai Giardini Estensi a Varese, percorreva tranquillo via Aguggiari, incurante del traffico.