
La nutraceutica contribuisce all'invecchiamento attivo e a una sanità inclusiva
L’invecchiamento della popolazione richiede nuove strategie per migliorare la qualità della vita nella terza età, e la nutraceutica si propone come un valido supporto nella gestione del declino cognitivo, dei disturbi dell’umore e del sonno negli anziani, integrando le terapie convenzionali. Questa disciplina, che combina alimentazione e farmacologia, utilizza sostanze naturali per prevenire patologie croniche e migliorare la salute, risultando particolarmente efficace in geriatria. La nutraceutica aiuta a compensare i cambiamenti fisiologici legati all’età, come la riduzione della biodiversità del microbiota e il rallentamento del metabolismo, distinguendosi dagli integratori comuni per il suo fondamento scientifico e l’evidenza clinica. Formulazioni specifiche a base di vitamine, antiossidanti e estratti vegetali sono già impiegate con successo per sostenere il metabolismo neuronale, migliorare l’umore e favorire il sonno, con minori effetti collaterali rispetto ai farmaci tradizionali. Questo approccio migliora la qualità di vita, favorisce l’aderenza terapeutica e riduce gli effetti collaterali, promuovendo una medicina integrata. Il settore della nutraceutica è in crescita, con aziende che sviluppano molecole ad alta biodisponibilità per contrastare la neuroinfiammazione e sostenere il metabolismo cellulare, due elementi chiave per prevenire la fragilità e promuovere la longevità in salute. In un contesto italiano con oltre il 24% di over 65, la nutraceutica diventa un elemento strategico della silver economy, contribuendo all’invecchiamento attivo e a politiche sanitarie inclusive.