Il turista ripreso sull’arcata del ghiacciaio Fellaria
Il turista ripreso sull’arcata del ghiacciaio Fellaria

Sondrio, 5 agosto 2019 - Sul ghiacciaio per farsi un selfie, a picco su un dirupo affacciato sul torrente alimentato dalle acque che si sciolgono, mentre i bordi del colosso bianco si incrinano e cadono di sotto. Gli amanti della montagna insorgono sui social network per l’ultima sventata “impresa” di un turista. La foto che immortala, seppur da lontano, un escursionista in una zona particolarmente impervia del ghiacciaio Fellaria è stata postata sulla pagina del gruppo Facebook “Sei della Valmalenco se...” e ha innescato una polemica sulla sicurezza in montagna e sui comportamenti pericolosi di chi non conosce a dovere i rischi e le precauzioni per affrontare una salita.

«Non facciocommenti, sarebbero offensivi», le parole di Simone Polattini, autore dello scatto, a corredo della fotografia pubblicata sui social. Polattini, così come molti altri appassionati (in questo periodo quella zona è decisamente frequentata) si trovava lungo il sentiero che parte dal rifugio Bignami e porta fin sotto l’imponente ghiacciaio. Il selfista, invece, si è avventurato sulla cornice del ghiacciaio, proprio sull’orlo del vuoto a picco sull’acqua, in una zona pericolosa perché, come hanno ricordato anche molti utenti di Facebook, «quell’arcata scarica almeno dieci volte al giorno, si staccano blocchi anche di grandi dimensioni».

«Io lavoro alla diga lì sotto – commenta Umberto B., altro conoscitore del territorio –. Confermo che le scariche si susseguono tutti i giorni». E c’è anche chi ha visto, proprio mentre l’uomo si trovava lì, sassi sotto ai suoi piedi staccarsi e precipitare di sotto. Senza contare, come ha ricordato qualcun altro, che se il turista, forse senza picozza e ramponi, avesse messo un piede in fallo il salto nel vuoto sarebbe stato notevole, potenzialmente gravissime le consueguenze. E ancora: in molti hanno sottolineato l’impegno e i costi per eventuali interventi di soccorso in favore di chi affronta senza esperienza e strumenti situazioni tutt’altro che semplici.

Una polemica riaccesa, proprio ieri e proprio in Valmalenco, dall’intervento di soccorso effettuato poco prima delle 14 sul ghiacciaio dello Scerscen superiore, a 3.200 metri di quota, nel territorio comunale di Lanzada. Due donne comasche sono state raggiunte dall’elicottero del 118 di Milano dopo essere scivolate in un dirupo. Un infortunio non grave, entrambe non hanno riportato lesioni, ma a far specie è l’attrezzatura assolutamente carente delle due escursioniste: senza picozza, con ramponcini ai piedi, ma senza punta, un sistema di legatura non idoneo.

«Bisogna affrontare la montagna con buon senso e attrezzatura idonea – ricordano dal Soccorso alpino della Guardia di Finanza, intervenuto sul posto –. Affidatevi ad una guida alpina se non siete abbastanza competenti, altrimenti si rischia la tragedia».