Tragedia a Livigno. Valanga travolge un gruppo di sci alpinisti: muore Ezio Delbono

In attesa dei soccorsi i quattro compagni hanno scavato per tirare fuori l’ingegnere bresciano di 41 anni ma inutilmente: era sotto un metro e mezzo di neve. La tragedia in località Vallaccia

Ezio Del Bono, morto nella valanga a Livigno

Ezio Del Bono, morto nella valanga a Livigno

Livigno (Sondrio) – Tragedia in quota alla vigilia di Natale a Livigno: intorno alle 12.44 un gruppo di sci alpinisti lombardi che si trovava in località Vallaccia a oltre 2.250 metri di altezza, è stato travolto da una valanga. Uno di loro, un ingegnere di 41 anni, Ezio Delbono nato a Gavardo ma residente a Brescia., è morto travolto dalla neve. Immediatamente i compagni hanno allertato i soccorsi e nel frattempo hanno iniziato a scavare per tirare fuori l’amico. Il distacco di neve lo ha travolto in prossimità di un canale impervio.

L’allertamento per il Soccorso alpino, Stazione di Livigno della VII Delegazione Valtellina - Valchiavenna è arrivato poco prima dell’una. Sul posto sono arrivati anche due elisoccorsi, uno da Bergamo e uno da Bolzano. Purtroppo però per il 41enne non c’era più niente da fare: è stato trovato sotto un metro e mezzo di neve. Sono intervenuti sono intervenuti sette tecnici del Cnsas - Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico, il Sagf - Soccorso alpino Guardia di finanza e i Carabinieri.

I cinque, ben equipaggiati, avevano con loro degli splitboard, tavola da snowboard che – dividendosi – permette di fare sci alpinismo. L’ipotesi è dunque che siano saliti in sci alpinismo e volessero scendere con lo snowboard, comunque fuori pista.  

Il bollettino regionale sul pericolo valanghe dava per oggi (e anche per domani ma in diminuzione) sulle Alpi Retiche un pericolo marcato (3in una scala di 5). In particolare segnala come luoghi pericolosi tutti i punti oltre i duemila metri. Ecco cosa si legge nel bollettino: “Presenza di lastroni da vento in quota e strati deboli inglobati a nord. Le aree più delicate saranno localizzate nei pendii ripidi ombreggiati, ove il manto nevoso manterrà un consolidamento moderato. Il distacco provocato dei recenti lastroni potrà avvenire ancora con debole sovraccarico, generando valanghe di medio-grandi dimensioni. Attività valanghiva spontanea possibile durante le ore più calde dai ripidi pendii a sud non ancora scaricati”.