Pendolari
Pendolari

Tirano, 10 ottobre 2019 - Capita di viaggiare quasi in orario, ma una volta ogni tanto. La mancanza di disservizi rappresenta l’eccezione della linea, non la normalità. E, nonostante le ripetute proteste di viaggiatori, sindacalisti dei trasporti e pubblici amministratori, non sembra cambiare nulla. Molto più spesso il ritardo o i disagi si fanno sentire in modo pesante sulle spalle dei viaggiatori della tratta Tirano-Sondrio-Lecco-Milano Centrale.

Ieri, ad esempio, è stato un giorno difficile, a partire dalla mattina quando il 2554 delle 8.20 da Milano Centrale (con teorico arrivo a Tirano alle 10.52) è partito con circa un’ora di ritardo e ha terminato la corsa nel capoluogo, perché, si legge sul sito di Trenord, «è stato necessario sostituire il treno inizialmente programmato», probabilmente a causa di un guasto. A catena, lungo tutta la giornata, altri convogli hanno accumulato minuti vuoi per la necessità di dare precedenza a un altro treno della direttrice, vuoi per un incrocio con un altro convoglio, per l’attesa del treno corrispondente o per l’immancabile guasto a un passaggio a livello.

Di questa "gestione fallimentare di un servizio pubblico la Regione è complice – tuona il sindacalista della Cgil Giorgio Nana –. Perché il Pirellone non chiama a rapporto i dirigenti? Devono essere sempre i più deboli a pagare? Ci siamo talmente abituati al disservizio che quasi non ci facciamo caso. La gente oramai si è abituata a usare l’auto".

Parlando con i pendolari il giudizio è unanime: il tracollo del servizio è stato lento e inesorabile. "Riguarda anche la gestione Rfi", prosegue Nana. "Prendiamo la stazione di Tirano – continua –. Il primo treno arriva alle 6 ma la sala d’attesa rimane chiusa fin dopo le 8.20, con gli studenti che, in inverno, sono costretti ad aspettare al freddo".

Tutti i problemi della tratta valtellinese sono riconducibili "a carenza di personale, condizioni delle linee e dei treni disastrose". Se si iniziasse "a mettere persone capaci a dirigere, a cambiare i treni, a eliminare le corse che portano solo aria rallentando il resto della circolazione e a chiudere i passaggi a livello rimasti attivi forse potremmo intravedere una luce in fondo al tunnel". Interpellata in serata, Trenord ha preferito non replicare.


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