Asia Martina Cometti e i pompieri nel tunnel
Asia Martina Cometti e i pompieri nel tunnel

Tirano, 18 luglio 2018 - Tutta Tirano, ancora incredula e sotto choc, oggi pomeriggio saluterà per l’ultima volta Asia Martina Cometti, 16 anni appena, morta lunedì in un tragico incidente stradale avvenuto all’interno della galleria «Bolladore», nel territorio comunale di Sondalo.

I funerali dell’ultima, giovanissima, vittima delle strade provinciali si terranno alle 14.30 nella chiesa di San Martino, dove la salma arriverà dall’ospedale «Morelli» di Sondalo. Dopo la cerimonia funebre, seguirà la cremazione. Poche le parole che papà Bruno e mamma Mirta hanno affidato ai necrologi, proprio a testimoniare l’incredulità che in tantissimi provano per la scomparsa della 16enne. «La salutano tutti i suoi cari» si legge nei necrologi, quanto mai essenziali e carichi di disperazione. Asia Martina era una ragazza seria e studiosa, una giovane dolce e simpatica. Così la ricordano tutti, sia a Baruffini, frazione tiranese in cui aveva vissuto con i genitori da piccola, prima di trasferirsi tutti in città, sia a Bormio, dove aveva appena terminato un primo ciclo di studi, il corso regionale triennale Iefp - Istruzione e formazione professionale - all’Istituto di istruzione superiore Alberti di Bormio. L’indirizzo seguito dalla giovane tiranese era quello di preparatore di pasti, ma non aveva intenzione di fermarsi qui.

«Asia aveva deciso di continuare a studiare - spiega la sua ex insegnante Emanuela Ponti -. Questa sarebbe stata un’estate di studio prima di affrontare il colloquio per passare al corso statale quinquennale per gli ultimi due anni. Stava affrontando questo progetto con entusiasmo. Era una ragazza studiosa, le piaceva molto scrivere, ben integrata nella classe e ben voluta da tutti. Proviamo un grande dolore». «Sono costernata da quello che il destino spesso riserva ai nostri ragazzi – afferma la dirigente dell’Istituto Alberti, Francesca Fumagalli -. Sono vicina alla famiglia in questo momento di dolore che non è possibile lenire. Si lavora, spesso a scuola, per far cogliere ai ragazzi il bello della vita e affinché la salvaguardino e poi succedono queste tragedie».