ROBERTO CANALI
Cronaca

Il social network delle marmotte: dalla loro vita risposte sulla nostra

Legami familiari e abitudini in letargo studiate nel Parco dello Stelvio per darci chiavi di lettura sull’ambiente

Una marmotta fotografata nei dintorni di Livigno

Una marmotta fotografata nei dintorni di Livigno

Bormio (Sondrio), 6 ottobre 2023 –  Non c’è animale la cui fama sia legata al meteo come la marmotta. Il simpatico roditore che in inverno ama starsene al calduccio in letargo negli Stati Uniti ha addirittura una giornata tutta per sé. Si tratta del 2 febbraio, “Giorno della marmotta” da quando a Punxsutaney in Pennsylvania hanno preso l’abitudine di svegliare la marmotta Phil, per farla uscire dal letargo e dalla tana per trarre auspici, attraverso il suo comportamento, sulla durata dell’inverno. Secondo la tradizione, se uscendo all’aperto Phil vede la propria ombra e si spaventa, rientrando nella tana, l’inverno proseguirà per altre sei settimane, altrimenti sarà breve e finirà prima. Una tradizione talmente “sentita” da essere diventata anche l’ispirazione di un film di successo di trent’anni fa, “Ricomincio da capo” con Bill Murray.

Lo studio climatico

Nel Parco Nazionale dello Stelvio, con basi decisamente più scientifiche, gli effetti del cambiamento climatico si studieranno anche attraverso l’osservazione delle conseguenze prodotte sulla popolazione locale di marmotte da estati più torride e inverni più miti e poco piovosi. Per questo la scorsa settimana nella Val Cedec è stata montata una centralina che servirà a raccogliere informazioni utili su precipitazioni, temperatura, velocità del vento e tanti altri dati che saranno messi in correlazione con l’aumento o la diminuzione della popolazione di marmotte. "Tutte queste informazioni saranno fondamentali per comprenderne l’eventuale impatto sul tasso di sopravvivenza delle marmotte e sulle dinamiche della loro popolazione in relazione alle variazioni nei parametri meteorologici - spiegano i naturalisti del Parco - Uno studio a lungo termine utilizzando il Cmr (cattura, marcatura e ricattura ndr ) permetterà più in particolare di stimare la sopravvivenza della marmotta e legarla ai cambiamenti climatici. Le indagini sulla stima numerica sono affiancate dalla raccolta di informazioni relativa ai principali parametri riproduttivi e di sopravvivenza che risultano sensibili alle variazioni ambientali".

La famiglia delle marmotte

Non si tratta dell’unica ricerca che vede protagonisti questi simpatici roditori, gli etologi del Parco dello Stelvio sono infatti impegnati dal 2021 anche in uno studio, condotto con l’Università di Friburgo, su otto gruppi familiari di “marmotta alpina”. La socialità delle marmotte e i legami che si creano tra individui che appartengono alla stessa famiglia è molto importante per la sopravvivenza della specie. Ad esempio per i piccoli di marmotta durante il letargo è essenziale la presenza di più individui adulti nella stessa tana, la rete dei legami che si creano tra gli individui di una stessa famiglia prende il nome di "social network", a dimostrazione che anche in questi nostri tempi internettiani “tutto si tiene”.

Le relazioni

Il nostro obiettivo - spiegano ancora i naturalisti del Parco - è scoprire quali sono i fattori che influenzano le relazioni che si creano tra gli individui di una famiglia. Questo perché non tutte le relazioni sono uguali, ci sono marmotte che trascorrono più tempo e sono più vicine con alcuni individui e meno con altri. L’intensità delle relazioni può dipendere da una serie di fattori come il sesso, l’età dell’individuo, la personalità, il disturbo antropico, il numero di individui che compongono la famiglia e molto altro". E così osservando la natura, una volta di più sarà possibile sapere qualcosa in più anche di noi.