Poss, termine dai mille significati

Un assai infervorato dibattimento tra vecchi proseliti del dialetto milanese scaturisce dall'uso del termine "poss", che ha diversi significati: "dietro", "raffermo", "svogliato". La sua origine è controversa, ma potrebbe derivare dal latino "pondere" o dallo spagnolo "posado". A Grandate vicino a Como si celebra "Sant Poss" in ricordo delle reliquie dei Re Magi.

Magni

Il breve termine dialettale “poss”,

in apparenza poco importante (solo una vocale

e tre consonanti) ha invece scatenato un assai infervorato dibattimento, carico di emozioni, tra noi vecchi proseliti del nostro bel dialetto. Noi che dialoghiamo grazie al computer e alle mail. A questo punto bisogna dire che per chi lo sa usare almeno un po’,

il computer è un amico

e compagno di noi con tanti “anta” sulle spalle. Ma questa

è un’altra storia. Quello, dunque, che ci ha molto coinvolto è stato questo benedetto “poss”. Ha cominciato l’amico Francesco, detto “Cècch” il quale

ha raccontato un episodio lontanissimo “anni luce” o quasi, quando era scolaro alle elementari. Allora i bambini parlavano il dialetto e, si ricorda el “Cècch”, che il compagno di banco Alessandro, el “Sandrin”, per prendere in giro il Cesarino che, poveretto era molto piccolo, gli diceva: "Se te caminett pôss a la scess ta sa vedat minga". ("Se cammini dietro una siepe non ti si vede). Dunque in questo caso “pôss” (scritto però con l’accento

sulla “o”) significa “dietro”. Mi ricordo che anche mia madre

lo usava. Però il termine ha altri significati. In tutti i dizionari

del dialetto milanese “poss” significa raffermo, avvizzito.

“El pan poss” è il pane che è rimasto nel cassetto per qualche giorno. "Quel lì l’è un pan poss", si diceva per indicare un tipo moscio, svogliato, un “pappamolla”. “Poss” viene da molto lontano, dal participio del verbo latino “pondere”. Per altri verrebbe dallo spagnolo “posado” che significa “raffermo”. Ma c’è di più. L’amico Felice Mauri di Erba

ha scritto in un bel libro che

a Grandate vicino a Como,

si celebra “Sant Poss”. Ricorda

il giorno in cui il convoglio con le reliquie dei Re Magi, trafugate dalla chiesa di Sant’Eustorgio

a Milano dall’imperatore Barbarossa e portate

in Germania (1164), sostò per qualche giorno a Grandate. Le reliquie furono “posate a terra” e venerate dal popolo. Da qui il termine e “poss”. L’avvenimento colpì così tanto la gente che fu santificato, con un “Sant Poss”.

Mail: emiliomagni@yahoo.it