Sondrio, 13 aprile 2018 -  «Emanuele Casula è ancora socialmente pericoloso e potrebbe reiterare reati analoghi con modalità simili (un omicidio e un tentato omicidio sono quelli che ha commesso)». È quanto riferito dal perito Giuseppe Giunta, attraverso la sua relazione relativa allo stato di salute di Casula richiesta dal tribunale e presentata ieri in aula alla presenza dei magistrati e anche del giovane di Grosotto che ha voluto essere presente (come è sempre accaduto nel corso delle udienze a suo carico). Casula, ora 22enne, è stato condannato in rito abbreviato per l’omicidio dell’amica Veronica Balsamo (colpita con calci, pugni e una pietra alla testa), l’occultamento del suo cadavere, alcuni furti e per il tentato omicidio di Gianmario Lucchini, reso un vegetale a causa dei fendenti inflittigli al capo con un cacciavite, a Roncale frazione di Grosotto. Lo scopo delle udienze e della perizia era stabilire se Casula, una volta esaurita la condanna a 20 anni (che sta scontando nel carcere di Bollate), dovrà vedersi applicare una misura di sicurezza.

Secondo lo psichiatra Giunta, Emanuele Casula sarebbe «affetto da disturbo di personalità paranoide a antisociale. E non riuscirebbe a relazionarsi con reciprocità. Non mostra interesse per l’interlocutore». «La pericolosità sociale del soggetto – scrive Giunta – oltre a motivazioni psicopatologiche derivanti dal disturbo di personalità, è anche dovuta all’assenza di consapevolezza di malattia, alla scarsa accettazione delle terapie prescritte, alla presenza di segni di disorganizzazione cognitiva e di impoverimento ideoaffettivo, alle difficoltà di reinserimento lavorativo, allo scarso grado di accettazione del rientro nell’ambiente in cui viveva prima di commettere i reati, alla problematica alternativa all’attuale sistemazione logistica». La parola, a questo punto, passerà al giudice Barbara Licitra, incaricato di decidere della sorte di Emanuele Casula, che è difeso dall’avvocato Francesco Romualdi. Il quale, ieri, in aula, ha domandato allo psichiatra «come fosse stata effettuata la perizia». A suo parere, infatti, l’incontro con lo specialista era avvenuto in un momento di particolare confusione del ragazzo, cioè quando Casula era appena stato trasferito al carcere di Bollate inaspettatamente. Il verdetto è atteso per il 19 luglio.