Riccardo Micheli di Piantedo e a destra Daniel Ghedin di Sorico
Riccardo Micheli di Piantedo e a destra Daniel Ghedin di Sorico
Davanti al giudice la 21enne della Valchiavenna che avrebbe ceduto metadone ai due giovani morti a Colico il 25 aprile scorso. Ieri si è tenuta l’udienza preliminare e il Gup del tribunale di Lecco, Salvatore Catalano, ha accolto l’istanza di rito abbreviato avanzato dai legali della ragazza, E.D.M.. Secondo l’accusa – condotta dal Pm Paolo Del Grosso – la 21enne avrebbe contribuito con la sua...

Davanti al giudice la 21enne della Valchiavenna che avrebbe ceduto metadone ai due giovani morti a Colico il 25 aprile scorso. Ieri si è tenuta l’udienza preliminare e il Gup del tribunale di Lecco, Salvatore Catalano, ha accolto l’istanza di rito abbreviato avanzato dai legali della ragazza, E.D.M.. Secondo l’accusa – condotta dal Pm Paolo Del Grosso – la 21enne avrebbe contribuito con la sua condotta alla morte degli amici Daniel Ghedin, 19enne, originario di Sorico, e Riccardo Micheli, 18 anni, di Piantedo, trovati privi di vita la sera in un appartamento di via Nazionale a Colico, dove si era svolto un festino a base di alcool e droga, organizzato insieme a due amiche. Dalle indagini e dall’esito dell’autopsia è emerso che i due giovani sono morti per un micidiale cocktail di alcol e metadone e secondo la Procura sarebbe stata la ragazza della Valchiavenna a cedere l’oppioide sintetico ai due amici. Dalle indagini dei carabinieri è emerso che le boccette trovate nell’appartamento che si affaccia su via Nazionale sarebbero riconducibili alla 21enne, già in cura al Sert di Sondrio.

Ora la Procura contesta all’imputata la cessione di sostanza stupefacente e morte quale conseguenza di altro delitto, ma la 21enne, assistita dagli avvocati Manuela Gheza del Foro di Sondrio, e Marcello Perillo del Foro di Lecco, respinge ogni accusa. I difensori della giovane hanno avanzato richiesta al giudice di potersi avvalere del rito abbreviato condizionato però all’esame dattiloscopico delle boccette, per appurare se sul prodotto vi siano le impronte della giovane. Il Gup ha rigettato l’istanza di nuovi accertamenti e ammesso solo il rito abbreviato, utilizzando quanto raccolto in sede di indagine. Intanto l’avvocato Lucia Nulli del foro di Como si è costituita parte civile per conto della famiglia di Daniel Ghedin, producendo chat relative a conversazioni avvenute nei giorni successivi alla tragedia tra gli amici, compresa la 21enne, delle vittime. Il 14 settembre è prevista la discussione e la sentenza. Angelo Panzeri