Livigno, traffico illecito di rifiuti: prove inutilizzabili a processo

I giudici del Tribunale di Sondrio hanno dato un colpo di spugna all’inchiesta della Dda di Milano che vede 11 imputati tra cui anche pubblici amministratori, agenti della Polizia Locale e commercianti

L'operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza

L'operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza

Livigno, 2 luglio 2024 – Colpo di scena oggi nel processo riguardante l'inchiesta sul traffico illecito di rifiuti a Livigno diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano. Per un errore procedurale i giudici del Tribunale di Sondrio hanno dato un colpo di spugna all'impianto accusatorio, dichiarando inutilizzabili tutte le prove prodotte dopo i primi sei mesi di indagine, in particolare le numerose intercettazioni telefoniche e ambientali che costituivano gran parte delle fondamenta su cui poggiavano le accuse di corruzione, concussione e peculato nei confronti del principale imputato, l'ex comandante della Polizia Locale della località turistica della Valtellina, Cristoforo Domiziano Franzini, e di alcuni dei commercianti a processo.

L'accusa, rappresentata in aula dal pm della Dda milanese Francesco De Tommasi, non potrà utilizzare le intercettazioni, che riguardano, per lo più, conversazioni tra l'ex comandante della Locale e alcuni degli esercenti imputati, da cui avrebbe ricevuto pranzi e generi alimentari in cambio di favori.

Il motivo è un ritardo nella richiesta di proroga delle indagini da parte della Procura distrettuale di Milano. Sono 17 le persone alla sbarra, tra cui anche pubblici amministratori, agenti della Polizia Locale e, appunto, diversi commercianti. Resta tutto invariato, invece, per quanto riguarda l'accusa di traffico illecito di rifiuti.