La tragedia in quota: "Ale persona matura. Ha accusato un problema tecnico"

Abbadia Lariana, l’amico e compagno di tanti voli dal Forcellino "Probabilmente c’è stato un inconveniente all’apertura della vela".

ABBADIA LARIANA (Lecco)

"Probabilmente Ale ha avuto un problema tecnico durante l’apertura della vela". A propendere per un imprevisto è Antonio Marino, base jumper esperto di 41 anni con all’attivo 700 salti, che si è lanciato molte volte dal Forcellino e che spesso da lì volava con Alessandro Fiorito, il 62enne di Gallarate che l’altro giorno è morto dopo essersi schiantato contro le rocce ed essere precipitato al suolo da centinaia di metri di altezza. "Forse ha avuto un’esitazione, oppure non è arrivato con la mano alla maniglia, magari per una interferenza della tela della tuta alare", prova a spiegare Antonio sulla base della sua esperienza e degli elementi che ha potuto esaminare. Ale avrebbe così perso stabilità, si sarebbe avvitato e quando finalmente è riuscito a dispiegare il pilotino che poi avrebbe estratto il paracadute principale era già tardi. Non è stato disposto alcun ulteriore accertamento ed è stato già fissato il funerale per sabato alla 10.30 a San Maurizio Canavesa in provincia di Torino. "Al Forcellino ci andavamo regolarmente, era la nostra gita estiva preferita – prosegue Antonio –. Alessandro era una persona matura e responsabile, non aveva assolutamente un approccio spregiudicato, rispettava i limiti. Gli piaceva lanciarsi dal Forcellino perché, oltre a presentare uno scenario spettacolare, è uno spot non banale ma nemmeno troppo impegnativo".

La verticalità in uscita, quando si salta, garantisce buoni margini e i 400 metri di altezza sono sufficienti per partire in maniera normale e per quanto possibile sicura. "È un posto adatto a jumper esperti come lui, che tuttavia non costringe alla ricerca del top delle prestazioni". Alessandro inoltre era meticoloso, da pilota veterano, comandante di Boing 777 per la Qatar Airways e istruttore anche di B757 e B767, eseguiva una scrupolosa check-list su ogni aspetto, dall’attrezzatura, al meteo, al vento, all’orografia.

"Era una persona stupenda, disponibile sempre con tutti. Chiunque lo abbia conosciuto spende una parola di affetto e stima. Siamo veramente scioccati". Ale gestiva pure un birrificio con prodotti ispirati all’aviazione. "Un amico prezioso, un collega entusiasta – lo ricordano i soci della Refuel Brewing Company, di cui portava il simbolo sia sul casco, sia sulla sua tuta alare –. Siamo senza parole e il nostro primo pensiero va ai suoi cari. Alessandro era un marito e papà di un figlio adolescente".