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1 apr 2022

La Riserva di Sartirana chiude Petizione contro i nuovi divieti

Merate, la serrata prevista dal Piano di gestione dell’area non mette d’accordo tutti. E montano le polemiche

Un gruppo di visitatori e pescatori nella bella Riserva di Sartirana
Un gruppo di visitatori e pescatori nella bella Riserva di Sartirana
Un gruppo di visitatori e pescatori nella bella Riserva di Sartirana

Il lago di Sartirana chiude i battenti. La serrata totale della Riserva regionale del lago di Sartirana scattata quest’oggi a Merate dura due mesi e mezzo. Dall’1 aprile al 15 giugno nessuno può mettere piede nell’oasi naturale, né di giorno né di notte, nemmeno per una passeggiata attorno allo specchio d’acqua, tanto meno per cacciare. Lo prevede il Piano di gestione dell’aera protetta per tutelare al massimo gli uccelli, le specie acquatiche e gli altri animali che nidificano nel lago e sulle sue sponde, su indicazione di esperti. Una parte della Riserva, quella più a nord, era già off-limits da inizio marzo e lo sarà fino al 31 luglio, l’altra invece lo è da oggi fino a metà giugno. Per impedire il passaggio i varchi di accesso sono stati delimitati con transenne e nastri, oltre che con cartelli di divieto. Non a tutti però il provvedimento piace. Non piace ai 500 che hanno firmato una petizione per chiedere un allentamento delle restrizioni promossa dagli ex sindaco Dario Perego e Andrea Massironi che, a Sartirana, abitano e non piace nemmeno al consigliere comunale della minoranza di “Cambia Merate“ Roberto Perego, anche lui di Sartirana, che ha protocollato alcune osservazioni al Piano integrato della Riserva naturale per chiederne la modifica.

"La disposizione restrittiva non trova riscontro nelle fonti normative della Riserva – spiega nel documento il consigliere di opposizione, avvocato di professione -. Non vi è alcun obbligo di introdurre una restrizione così cogente". Da qui la richiesta di limitare l’interdizione a una porzione ridotta, quella del canneto. I suoi compagni di banco non sono però della sua stessa idea e non lo è nemmeno l’assessore all’Ambiente, Andrea Robbiani, e a quanto pare nemmeno i funzionari regionali, a cui spetta comunque l’ultima parola e l’ultimo parere in merito. Qualora le osservazioni venissero accolte, inoltre, certamente almeno per questa primavera il divieto di accesso totale al lago rimarrebbe comunque in vigore, perché non ci sarebbero materialmente i tempi per cambiamenti in corsa.

Daniele De Salvo

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