MICHELE PUSTERLA
Cronaca

Sondrio, maxi-truffa a impresa tedesca e bonifico tarocco: ecco com’è nata l’inchiesta su Taurino

L’esponente politica campana coinvolta nell’inchiesta si dice convinta di provare la propria estraneità alla contestata truffa

L'imprenditore Andrea Taurino

L'imprenditore Andrea Taurino

La consigliera del Comune di Benevento Annalisa Tomaciello, 47 anni, ritiene di potere chiarire la sua posizione dichiarandosi estranea ai fatti e il suo avvocato Vincenzo Sguera entro 10 giorni potrà chiedere la revoca del provvedimento al Tribunale del Riesame di Milano. In qualità di amministratore unico di 2 società sondriesi le viene contestato di avere gestito, con l’imprenditore Andrea Taurino operante da anni in Valtellina, dove vive, l’acquisto dei tamponi per accertare l’esistenza del Covid. Lei e Taurino, 50 anni, originario di Bari e operante in Valtellina da parecchio tempo, sono stati raggiunti dalla misura cautelare dell’obbligo di dimora nell’ambito di un’indagine per una presunta truffa di oltre 100mila euro condotta dalla Squadra Mobile di Sondrio anche con intercettazioni e coordinata dalla Procura diretta da Piero Basilone.

Il gip del Tribunale di Sondrio, Fabio Giorgi, ha firmato il provvedimento a carico di entrambi. La politica sannita ricopre un importante ruolo nel Comune di Benevento, di cui è sindaco Clemente Mastella, l’ex ministro della Giustizia. Vittima del maxi-raggiro, secondo le indagini, sarebbe stata un’impresa in Germania specializzata nella produzione di test antigienici contro il Covid 19. L’impresa raggirata denunciò subito agli inquirenti valtellinesi e così scattò l’indagine. La ditta scoprì che parte della merce inviata e non pagata era stata venduta in Valtellina.

Taurino e l’amica avrebbero fatto avere all’azienda - sempre secondo le accuse - l’anticipo di 2.500 euro, ma poi al momento del saldo avrebbero prodotto la copia di un avvenuto bonifico-tarocco. Dalla Germania la merce arrivò e fu stoccata in un magazzino di Castione, probabilmente lo stesso che poche settimane fa è stato distrutto da un incendio doloso che ha portato in carcere, grazie a un’indagine-lampo dei carabinieri di Sondrio, gli autori materiali del rogo, entrambi pregiudicati residenti a Milano, poi posti ai domiciliari. Ora si cerca il mandante di quel rogo al capannone di cui Taurino, da un paio d’anni, era l’affittuario con la sua ditta di prodotti anche sanitari. "Il mio assistito - scrive l’avvocato Francesco Romualdi in una lettera alla stampa - ha visto incendiato il capannone della sua società e si è messo a completa disposizione degli inquirenti, ma ad oggi non è stato ancora convocato".