Gabriele Colombini, da perito informatico in città ad allevatore di capre sui monti

Castello dell’Acqua, la svolta a trentasei anni e il ritorno nella proprietà di famiglia che risale alla fine dell’Ottocento

Gabriele Colombini

Gabriele Colombini

Castello dell’Acqua, 16 gennaio 2024 – Quando la nascita di un figlio non spaventa, ma moltiplica le energie per affrontare sacrifici non indifferenti, in vista di una prospettiva esistenziale diversa. Protagonista un perito informatico, già con il posto sicuro in una piccola ditta di Sondrio, sedotto dalla poesia della natura.

È la bella storia di Gabriele Colombini (36 anni), per il quale l’arrivo di Michele nel 2016 l’ha indotto – di concerto con la consorte Paola – a mettersi in proprio, avviando un allevamento di capre svizzere camosciate, nel piccolo Comune di Castello dell’Acqua (650 abitanti).

Elementare produzione di latte e formaggio, rispettato la massima qualità. Ha valorizzato così la proprietà di famiglia, altrimenti utilizzata poche settimane d’estate, dopo che il nonno ha ceduto le armi per anzianità. “La mia giornata inizia alle 5 del mattino, con un caffè e la mungitura delle capre – racconta sorridendo Gabriele – e termina con la mungitura serale tra le 17 (inverno) e le 19 (estate). Ho lasciato il mio lavoro da informatico nel capoluogo della Valtellina, per riallacciare la mia vita ai luoghi dell’infanzia, a Castello dell’Acqua, nella proprietà di famiglia che risale alla fine dell’Ottocento. È stata costituita dal nonno di mio nonno, Giuseppe Colombini”.

Un significativo ritorno nella "mezza montagna" quella di Gabriele, che vivendoci si è riappropriato del proprio territorio, lavorando sodo – ma felicemente – 4 ettari di proprietà e 7 di pascoli altrui in conduzione. Per la maggior parte dei paesani Castello è purtroppo un "dormitorio". Non ci sono attività commerciali, eccetto un B&B, un alimentari e una trattoria- bar. "L’importanza di esperienze come questa, dimostra che molti vogliono una vita vera" sottolinea l’architetto Dario Benetti di Sondrio, impegnato nel favorire recuperi di baite, casolari, suggerendo progetti cooperativi.