Il Panathlon ha spento 70 candeline. E un premio speciale al socio Nava

Sondrio, il sodalizio ha festeggiato con un’iniziativa l’importante traguardo

Il Panathlon ha spento 70 candeline. E un premio speciale al socio Nava
Il Panathlon ha spento 70 candeline. E un premio speciale al socio Nava

Il Panathlon Sondrio ha spento le sue prime 70 candeline e lo ha fatto con una entusiasmante serata all’insegna dei più alti e nobili valori sportivi. Per celebrare il 70° anniversario del club di Sondrio, ognuno dei 5 colori del simbolo olimpico ha assunto un valore ancora più intenso: quello dell’inclusione, della determinazione, della libertà, della fratellanza e della speranza. Valori che, come ha ricordato il presidente del sodalizio sondriese Nicola Tomasi, "non invecchiano mai". E ognuno di questi ideali è stato raccontato attraverso storie sportive incredibili, che hanno lasciato un segno indelebile e un messaggio importante nella storia. "A farlo ci ha pensato il socio Gianfranco “Ciccio“ Busi che si è esibito nel suo monologo “L’essenza nei colori“ davanti ai membri del club che si sono ritrovati per l’occasione al ristorante “La Moia“ di Albosaggia. Tanti gli episodi raccontati che hanno messo in evidenza come i veri principi dello sport resistono anche alla forza del tempo: uno su tutti lo storico podio olimpico nei 200 metri olimpici (a Città del Messico 1968) dei velocisti afroamericani Tommy Smith e John Carlos (1° e 3°), atleti che durante la premiazione portarono in alto la loro battaglia per i diritti civili dei neri alzando un pugno chiuso. Un gesto rimasto nella storia… E tante altre bellissime storie di sport".

Tomasi ha ricordato che "non solo il club ha una storia profonda, essendo stato il 6° al mondo ad essere fondato, ma che se è riuscito a mantenere in tutti questi anni una grande vivacità è solo grazie ai suoi soci che, nel tempo, si sono contraddistinti per far riconoscere il club sia a livello di area che di distretto Italia". Da qui l’omaggio a uno dei veterani, Sandro Nava, che ha festeggiato ben 50 anni di iscrizione. Il Panathlon International gli ha donato una spilla speciale per onorare tutto il lavoro svolto. "Sinceramente non mi aspettavo di essere premiato – ha confessato Nava – perché non pensavo di aver raggiunto già questo traguardo. Il mio gesto più bello? L’aver realizzato uno striscione in memoria di Diego Pini subito dopo la sua morte e che rimase appeso un anno: nonostante fosse un mio acerrimo rivale nel basket, era un grande amico". Fulvio D’Eri