Sondrio, 3 giugno 2018 - Il peggio sembra ormai alle spalle e i sindaci dei Comuni coinvolti dall’emergenza frana di Gallivaggio ora vogliono ringraziare tutti coloro che hanno aiutato le loro comunità nel periodo più difficile, ma anche sollecitare nuovi interventi che possano permettere ai cittadini di continuare a vivere la montagna e puntare sul turismo.

«La priorità è stata, e lo è ancora, ovviamente, la salvaguardia della vita umana – ha affermato Severino De Stefani, sindaco di San Giacomo Filippo e presidente della Comunità montana Valchiavenna -. Ci sono ancora interventi da fare, ma in maniera più rilassata rispetto alle passate settimane. L’attenzione al nostro territorio e alla nostra gente da parte della Regione è stata alta; ora bisogna guardare ad infrastrutture e interventi che possano permetterci di salvaguardare la val San Giacomo e di continuare a vivere in montagna». Pensa alla stagione turistica ormai alle porte il sindaco di Madesimo, Franco Masanti, che ha parole anche per gli studenti del suo paese. «Ci aspettiamo una messa in sicurezza totale per ridare fiducia ai cittadini, alle attività commerciali e del settore turistico, che si aspettano una risoluzione effettiva – ha detto -. Vorrei spendere due parole, poi, per gli studenti, che hanno sopportato, anche con il sorriso, i tanti disagi, sempre ligi al loro dovere».

Parla di miracoli, poi, Enrica Guanella, primo cittadino di Campodolcino. «Ne conto almeno tre – ha affermato -. Il primo è un miracolo scientifico, che passa dal monitoraggio puntuale dei tecnici Arpa alla realizzazione di un vallo che ha permesso di limitare i danni. Poi il miracolo legato al Santuario di Gallivaggio che si è salvato dalla furia della natura. Infine, un miracolo «governativo»: l’ordinanza di stato di emergenza in tempi record». Guanella, infine, ha voluto ringraziare il presidente della Provincia, Luca Della Bitta, per la sua umanità e vicinanza. «È venuto a rincuorare i nostri commercianti camminando di notte sotto l’acqua – ha raccontato -. È arrivato zuppo come un pulcino. L’abbiamo apprezzato moltissimo». Proprio Della Bitta ha poi voluto puntare l’attenzione sulla collaborazione messa in atto per risolvere l’emergenza. «Un percorso virtuoso – ha detto – che chiamo «modello Lombardia». Ora occorre continuare su questa strada per mettere fine ai problemi».