Le cena d'agosto alla Brace
Le cena d'agosto alla Brace

Forcola (Sondrio), 22 agosto 2019 - Piedi nella capitale, cuore in provincia di Sondrio: per i valtellinesi che vivono a Roma la cena d’agosto alla Brace (Forcola) è un appuntamento sacro, soprattutto quest’anno che la “Famiglia” festeggia 50 anni. Costituito per la prima volta alla fine del 1800, il sodalizio si è ricomposto nel 1969, animato da un senso di appartenenza molto forte. Se risale al Rinascimento il primo esodo ufficiale dalla provincia alla città eterna, oggi si assiste a un’inversione di rotta.

«Alcuni nipoti, che fanno parte della terza generazione, decidono di rientrare in Valtellina, perché qui hanno trovato l’anima gemella o perché, tutto sommato, vivere a Roma non è così idilliaco», esordisce Ezio Ghislanzoni, presidente della Famiglia valtellinese di Roma con sede in largo San Carlo al Corso. «Da turista è bellissimo, da cittadino è eroico: per una pratica ci vuole un’intera giornata, gli spostamenti sono difficili e c’è tanta sporcizia». Al momento le sue immense potenzialità sono sommerse da cumuli di problemi, disservizi e malcostume, un deterrente per quanti devono decidere dove vivere. Meglio forse una zona più tranquilla e defilata come la Valle: «Tornarci è sempre un piacere», prosegue. «Nonostante io e mio fratello siamo nati nella capitale, da mamma di Berbenno e papà di Sondrio - aggiunge - l’attaccamento alla terra è forte. Si può rinunciare a tutto, non a rivederla. Vale lo stesso per i nostri associati, in larga parte della costiera dei Cech da dove è partita l’emigrazione più massiccia».

Erano in 202 alla cena della “Famiglia” che conta 450 associati più un numero imprecisato di famigliari. «Si respirava emozione - prosegue il presidente - soprattutto all’arrivo della torta». Presenti anche diversi rappresentanti di enti e istituzioni locali, il coro Alpi Retiche e il giornalista e scrittore valtellinese Tony Corti che ha ricevuto il riconoscimento di “Personaggio Valtellinese dell’anno”, per il suo approfondito lavoro di ricerca sull’emigrazione valtellinese fin dal 1400. Non solo festa, come ogni anno il pensiero e l’aiuto della “Famiglia” è andato a una realtà locale, “Tecnici senza barriere”. Lo scorso anno destinatario dei proventi era stata la mensa dei poveri di padre Lorenzo Salinetti, altre volta la sistemazione di chiese e arredi sacri. Oltre alla cena l’associazione organizza numerose iniziative durante l’anno, come la manifestazione insieme agli alpini di Caspoggio lungo il Tevere, con alle spalle Ponte Milvio, o il pranzo di febbraio degli chef dell’hotel Combolo di Teglio. All’aspetto gastronomico l’associazione abbina sempre quello culturale, con eventi ad hoc organizzati dalla sua “baita della cultura”. «Nella nostra sede romana abbiamo a disposizione prodotti valtellinesi, soprattutto a Natale. È per noi luogo di incontro e aggregazione, ci troviamo lì tutte le domeniche per parlare anche solo qualche parola in dialetto», come An ‘se veda!. E succede davvero.