Niccolò D’Oro Lambertenghi e Flaminio Luraghi
Niccolò D’Oro Lambertenghi e Flaminio Luraghi

Villa di Torano (Sondrio), 27 marzo 2020 -  Geniali e altruisti. Loro sono Niccolò D’Oro Lambertenghi e Flaminio Luraghi, entrambi 38enni. Hanno deciso di mettere a servizio il loro talento per dare un concreto aiuto in tempi del coronavirus. Come? Stampando in 3d nella loro industria, la Pyro&Tech con sede a Villa di Tirano, valvole necessarie per far funzionare le macchine per la respirazione assistita per i malati di Covid 19. Alla richiesta d’aiuto degli ospedali italiani, che in tempi sempre più rapidi necessitano di ricambi di valvole per respiratori, risponde così anche la piccola start up valtellinese fondata nel 2017. È il racconto di un’Italia laboriosa e innovativa che opera generosamente e sotto silenzio per garantire aiuti concreti. I due giovani, già ben noti per aver inventato e brevettato a livello internazionale uno speciale reattore pirolitico capace di coniugare i vantaggi di un microcogeneratore con quelli di una caldaia a biomassa (dunque di generare energia termica ed elettrica per l’auto consumo), ora si mettono nuovamente a servizio di chi ha bisogno.

«Lo scorso anno abbiamo acquistato una stampante 3d professionale proprio per riuscire a stampare alcuni componenti della nostra Phyrohybrid, così si chiama la macchina che abbiamo inventato che è in grado di generare energia termica ed elettrica per l’auto consumo o per la distribuzione in rete o come teleriscaldamento con il plus dell’elettricità utilizzando diverse biomasse come pellet, gusci di noci ed altro. Il tutto interfacciandosi anche con altre fonti rinnovabili come il solare termico, il fotovoltaico e l’eolico - spiegano Niccolò e Flaminio - Avendo la possibilità di farlo abbiamo pensato di renderci utili anche in tempi di coronavirus perché è giusto così. Ognuno deve portare il proprio contributo. Utilizzare la stampa 3d per produrre beni necessari alle aziende ospedaliere e siamo partiti. Le valvole vengono stampate in Pla, di fatto una bioplastica (polimero dell’acido lattico che si ottiene con la separazione dell’amido da fibre e glutine, quindi biodegradabile a seconda degli ambienti), e poi vengono inviate ad un centro raccolta che si occupa dello smistamento agli ospedali che ne hanno necessità".

I due valtellinesi hanno avviato la loro produzione proprio in queste ore e riescono a produrre dalle 7 alle 10 valvole al giorno. La tecnologia di stampa 3d è, infatti, perfetta per la produzione in tempi di emergenza perché economica e rapida. "Ci sembrava doveroso dare il nostro contributo a titolo completamente gratuito in questo momento così difficile per il nostro Paese e non solo" concludono Niccolò e Flaminio. La loro idea è piaciuta molto ai cittadini e ad unirsi a loro nello stampare valvole per respiratori anche i volontari di Sbrighes il progetto sviluppato nell’ambito tiranese dedicato ai giovani e alle famiglie.