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8 mag 2022

Chiavenna, botte alla bimba: un anno e 5 mesi alla giovane madre

La condanna inflitta dal Tribunale di Sondrio. La piccola è stata data in adozione

8 mag 2022
michele pusterla
Cronaca
Nella foto d’archivio l’avvocato Giulio Speziale
Nella foto d’archivio l’avvocato Giulio Speziale
Nella foto d’archivio l’avvocato Giulio Speziale
Nella foto d’archivio l’avvocato Giulio Speziale

Chiavenna (Sondrio) - Una situazione di forte degrado sociale ed elevata difficoltà nell’integrarsi. È in questo quadro che è maturata la storia con vittima una minore e responsabile la sua mamma, approdata nelle scorse settimane in Tribunale a Sondrio, ma di cui si è avuta notizia soltanto ora. Una ragazza-madre, originaria del Brasile, oggi di 23 anni, è finita nei guai per maltrattamenti, in quanto con più condotte ripetute nel tempo, colpiva la figlia di 3 anni con "schiaffi e calci sino a procurarle lesioni". Ma la mamma è stata giudicata anche per lesioni: con le botte aveva causato alla figlioletta la "frattura costale della VII, IX e X costola". Non solo: aveva, inoltre, cagionato "lesioni cutanee violacee diffuse alla regione toracica anteriore, all’addome, alla radice degli arti inferiori, alla zona mandibolare sinistra e a un arto superiore" che, il 7 febbraio 2018, richiesero ricovero ospedaliero nel reparto di Pediatria a Sondrio. Prognosi iniziale: 25 giorni.

E le indagini partirono dal ricovero, quando i sanitari si resero conto della gravità di quelle lesioni e che non potessero essere state procurate in modo autonomo dalla bimba giocando, come sostenne all’inizio la madre residente, nel 2018, in un paese della Valchiavenna. Il processo, dopo numerose udienze, è sfociato nella sentenza di condanna del giudice Francesca Roncarolo: all’imputata, in lacrime, accogliendo la tesi del pm Elvira Antonelli, ha inflitto 1 anno e 5 mesi (pena sospesa, è incensurata) e 6mila euro di provvisionale, risarcimento alla piccina. Il Tribunale dei minori di Milano l’ha data in adozione.

"La collega e io presenteremo appello - annuncia l’avvocato Giulio Speziale con studi a Morbegno e adesso anche in centro a Lecco -. Avevamo puntato anche sulla richiesta di una perizia psichiatrica sulla nostra assistita, tesa a dimostrarne la non imputabilità: il Tribunale ha rigettato. E, in subordine, la derubricazione dei fatti contestati". I difensori ritengono che la giovane sia, a sua volta, vittima di una situazione più grande di lei. Venuta in Italia dall’altra parte del mondo, mai inserita nel tessuto sociale ed economico della Valchiavenna, si trovò ragazza-madre a soli 17 anni. "Ora la giovane mamma, a fatica, sta cercando di ricostruirsi una vita, purtroppo senza più la sua bambina", spiega l’avvocato Speziale.

 

 

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