FULVIO D’ERI
Cronaca

Chiara Salomoni, la fotografa che immortala gli squali

Si è trasferita da poco negli Stati Uniti per inseguire la sua grande passione. Il sogno: esporre al MoMa di New York ma anche a Brera, tornando alle sue origini

Chiara Salomoni, specializzata nell’immortalare fondali marini e squali, fotografata dal fotografo Cam Grant

Chiara Salomoni, specializzata nell’immortalare fondali marini e squali, fotografata dal fotografo Cam Grant

Poggiridenti (Sondrio) , 11 novembre 2024 – La fotografa che parla agli squali: un po’ come il personaggio del libro di Nicholas Evans, interpretato al cinema da Robert Redford nel film “L’uomo che sussurrava ai cavalli“, Chiara Salomoni, valtellinese di nascita ma trasferitasi da poco negli Stati Uniti, fotografa gli abissi marini, quel mondo meraviglioso e sommerso che fa sognare molti e che lei immortala con scatti mozzafiato e di altissimo livello. Lei sussurra agli squali, che adora. Una fotografa partita dalla Valtellina e che ora vive alle Hawaii.

Chiara Salomoni (a destra), specializzata nell’immortalare fondali marini e squali
Chiara Salomoni (a destra), specializzata nell’immortalare fondali marini e squali

Una domanda sorge spontanea: com’è nata la sua passione per l’ambiente marino, la fotografia subacquea?

“Sono nata a Morbegno in Valtellina e sono cresciuta a Colico. Da piccola d’estate in famiglia si viaggiava per andare a scoprire posti nuovi, spesso posti di mare. Ho sempre avuto una gran passione per l’acqua e la natura, ma dal momento in cui ho indossato una maschera da sub e mi sono resa conto di che mondo fosse nascosto sotto le onde del mare, quella passione si è trasformata in curiosità e non mi è più passata”.

Quando ha capito di voler prendere questa strada e farne una professione?

“Mi stavo laureando all’Accademia di belle arti di Brera e, dopo i primi brevetti subacquei e un viaggio in Australia alla scoperta della barriera corallina, mi sono resa conto di voler passare il resto della mia carriera in acqua. Mi sono trasferita negli Stati Uniti d’America per studiare fotografia subacquea e non ho più fatto altro”.

Cose le trasmette lavorare sott’acqua?

“Tanta pace. Nel tempo ho imparato che lavorare in acqua vuol dire vivere un milione di emozioni in pace. Specialmente quando entro in acqua al largo, dove il fondale è profondo centinaia di metri, la terra si intravede a malapena lontana e attorno c’è solo il blu infinito. Lì le emozioni che provo sono pura gioia e calma. E poi c’è la paura, che però diventa un’esperienza unica perché la paura in mare va capita, gestita e controllarla. Diventa una lezione di vita che ti porta a capire te stesso, i tuoi limiti fisici, e ti spinge a superare quelli mentali”.

E con gli squali come la mettiamo?

“Gli squali sono la mia vita. Li vedo tutti i giorni dall’alba fino a che torno a casa e a questo punto provo solo affetto quando li vedo. Alle Hawaii lavoro spesso con squali Galapagos, squali tigre e squali sandbar mentre viaggio per lavorare con altre specie in tutto il mondo. Per quanto rimanga un predatore capacissimo, lo squalo è uno degli animali più incompresi al mondo. A differenza dei predatori terrestri, lo squalo non ha interesse a cibarsi dell’uomo e non è un mammifero, quindi quel gene caldo e folle proprio gli manca. Il trucco sta nell’imparare a comportarsi come predatore in acqua e non come preda. È un gran bluff, ma gli squali ci credono sempre, perché a meno che non siano sicuri di assicurarsi la cena, le energie non le sprecano. Così lo squalo finisce a preferire prede morte o morenti, rendendo la convivenza con l’uomo più che possibile se si ha la capacità di leggere il comportamento dell’animale e capire quando uscire dall’acqua”.

Sogni e desideri?

“Mi piacerebbe esporre le mie foto al MoMa in America, mentre in Italia mi piacerebbe tornare alle origini ed esporre a Brera. I progetti sono sempre molti. Sto organizzando workshop, laboratori e seminari, per riportare in Italia tutto quello che ho imparato sull’arte di creare sott’acqua. Nel 2025 ho in programma delle spedizioni aperte al pubblico per andare a fotografare gli squali e le orche in Europa”.