Cacciatore impallinato sul confine: adesso è scontro fra Italia e Svizzera

Formalizzata l’accusa nei confronti del valtellinese che colpì un “collega” elvetico per errore: è tentato omicidio internazionale. La procura di Sondrio aveva chiesto l’archiviazione

Cacciatore (Foto d'archivio)

Cacciatore (Foto d'archivio)

Villa di Tirano, 28 febbraio 2024 – “È una vergogna quello che è successo. In 30 anni di attività forense una cosa del genere non mi è mai capitata". Non usa mezzi termini l’avvocato Roberto Keller di Roveredo, nel Cantone dei Grigioni, in Svizzera, per dire del suo assistito, un cacciatore valtellinese, ora al centro di un’inchiesta del procuratore grigionese addirittura per l’ipotesi di “tentato omicidio intenzionale“ per uno sparo che, nell’ottobre 2022, ferì per sbaglio un cacciatore svizzero, sulla linea di confine.

“Gli agenti della Polizia Cantonale con i colleghi italiani fanno degli accertamenti su cosa fosse successo e dove - ricorda il legale -. I poliziotti svizzeri stabilirono che l’incidente, perché di incidente in realtà si trattò, avvenne in territorio valtellinese e pure il cervo al cui indirizzo il mio cliente sparò si trovava su suolo italiano. Trasmettono il rapporto al procuratore grigionese il quale, dunque, cede formalmente il caso per l’istruttoria alla Procura di Sondrio la quale conduce un’inchiesta da manuale con audizione di testi e vittima, dispone accertamenti balistici e tossicologici per verificare se chi abbia sparato quel colpo che, anziché colpire l’ungulato, centrò il cacciatore svizzero che si trovava nel bosco, fosse sotto l’effetto di droghe o alcool".

Al termine delle indagini alla parte lesa si fa capire che serve una querela di parte (non si può procedere d’ufficio, in relazione all’entità non elevata della prognosi), affinché la magistratura italiana possa andare avanti per l’ipotesi di lesioni colpose. Ma l’attesa querela non arriva mai e, a quel punto, l’inchiesta viene archiviata. La doppietta elvetica che fa allora? Tira la giacca alla toga rossocrociata che decide di riaprire l’inchiesta chiusa dai colleghi italiani avanzando l’ipotesi pesante di “tentato omicidio intenzionale“.

"È assurdo - sbotta l’avvocato Keller dal suo studio di Roveredo - A suo tempo il fascicolo fu passato, per competenza territoriale, alla Procura sondriese, e ora se ne appropria, dando ordine di ricostruire i fatti, peraltro già ricostruiti e a conoscenza del suo ufficio. Ho ricorso al Tribunale cantonale chiedendo di annullare il nuovo ordine di accertamenti. Ma è stato respinto e mi appello al Tribunale federale di Losanna, l’equivalente della vostra Cassazione".