Sparò su suolo valtellinese, ferì un ‘collega’ in territorio svizzero: indagato cacciatore

L’incidente al confine, nei pascoli intorno a Villa di Tirano. La procura di Sondrio aveva archiviato la vicenda, ora la magistratura svizzera rivendica la competenza e procede per tentato omicidio

Cacciatore (Archivio)

Cacciatore (Archivio)

Villa di Tirano, 23 febbraio 2024 – L’episodio, in territorio di Villa di Tirano, con indagine della Polizia di Frontiera di Tirano, aveva creato scalpore. Due cacciatori posizionati, all’insaputa uno dell’altro, in un’area di pascolo dei cervi. All’improvviso uno sparo, che però invece di abbattere un ungulato, colpì uno dei due ferendolo gravemente. Vittima dell’incidente, la mattina del 10 settembre 2022 in zona Lüghina, tra Brusio e Villa, fu un trentenne della Valposchiavo. Il cacciatore se la cavò per un soffio, dopo alcuni giorni di coma.

Nel frattempo la vicenda ha avuto una piega giudiziaria. La Procura di Sondrio, nella prima metà 2023, archiviò il caso, senza individuare responsabilità a carico del 54enne valtellinese che sparò. Una decisione dettata dal fatto che la vittima presentò fuori tempo la querela. Nessun effetto ha avuto la richiesta della Procura retica ai colleghi di assumere il procedimento penale. Richiesta basata sul fatto che, secondo la ricostruzione, l’incidente di caccia veniva collocato in territorio italiano.

Ma ora la Rsi, la Radiotelevisione svizzera, ha reso noto che "il Ministero pubblico grigionese ha decretato l’avvio di un procedimento nei confronti del cacciatore italiano per tentato omicidio intenzionale. Gli inquirenti si sono riattivati dopo avere appreso dalla legale del 30enne di Brusio che l’indagine oltrefrontiera era stata archiviata. Aperto l’incarto, la magistratura cantonale ha avviato accertamenti per stabilire la propria competenza territoriale. Tra settembre e ottobre, è stata fatta una scansione 3D della zona oggetto dei fatti e un’ispezione sul posto per ricostruirli".

"I rilevamenti - spiega l’emittente televisiva svizzera - suggeriscono che il proiettile partito dal territorio italiano ha raggiunto al petto il cacciatore della Valposchiavo su suolo svizzero. Lo attestano macchie di sangue della vittima rinvenute entro i confini grigionesi e la testimonianza di un altro cacciatore. Da qui la conseguenza che, come si legge in un’ordinanza del Tribunale cantonale, le autorità di perseguimento penale svizzere, quindi anche la Procura dei Grigioni, non possono essere ritenute territorialmente incompetenti".