Arrestati per terrorismo. I ventenni negano tutto

I due operai pachistani davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia non hanno risposto alle domande ma reso dichiarazioni spontanee .

Hanno rigettato ogni addebito, sostenendo di non c’entrare nulla con le accuse di terrorismo, né tantomeno di apologia. I due operai ventenni pachistani arrestati lunedì nelle loro abitazioni di via Milano, con l’accusa di aver fatto propaganda del jihad aggravata dalla finalità terroristica e dall’odio razziale, ieri sono comparsi davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. I due amici, assistiti dall’avvocato Klodjan Kolaj, non hanno risposto alle domande del pm Erica Battaglia ma hanno reso dichiarazioni spontanee, prendendo le distanze dalle contestazioni. A loro dire la frequentazione di siti web e testi scritti sequestrati dalla Digos, con istruzioni per costruire ordigni, non è da ricondurre ad alcuna radicalizzazione, ma a puro interesse personale, scevro da altre implicazioni. La difesa ha chiesto per i ragazzi i domiciliari e il giudice si è riservato la decisione.

Stando alle indagini i giovani - uno 20 anni, l’altro 22, uno con cittadinanza italiana- avrebbero riversato sui social contenuti inneggianti alla guerra santa globale, al martirio e al conflitto nucleare. Messaggi neonazisti e suprematisti intrisi di odio contro l’Occidente, le donne, i gay e gli ebrei, a favore dell’attacco di Hamas contro Israele. "Spero in una guerra nucleare il più presto possibile". "Io sono quello che picchia l’ebreo, che dice Heil Hitle". "Presto se Allah lo vorrà non avremo più ebrei in Israele". E ancora. "Non ho bisogno di una moglie, ho bisogno di una schiava. Di più di una - scrivevano -. Tempo addietro non avrei ritenuto le donne superiori agli animali ma devo ricredermi: sarebbe bello avere in casa una donna come schiava, solo per intrattenimento… Dopo un po’ gli animali sono noiosi, le donne invece sono più sofisticate sia dal punto linguistico, sia da quello intellettuale. per questo W le donne".

Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere il giudice ha dipinto i ventenni come esperti comunicatori, in grado di studiare strategie per aumentare i propri seguaci a cui propalare la loro convinta adesione alla violenza dei gruppi terroristici attivi in Afghanistan, Pakistan, Baluchistan e Palestina (come Al Qassam, braccio armato di Hamas), manifestando una "non comune conoscenza di geopolitica".