Cena in una baita con alcuni amici: Armando Romani trovato morto dopo ore. Cosa è successo?

Valdisotto, dopo la serata Armando Romani è sceso lungo il pendio da solo. A poca distanza ieri stroncato da un infarto in pista un turista ungherese

Armando Romani
Armando Romani

Valsisotto, 9 gennaio 2024 –  Uno dei due morti di ieri mattina, a Isolaccia, in territorio comunale di Valdidentro è un turista di 57 anni dell’Ungheria stroncato da un probabile infarto mentre in compagnia della famiglia attorno alle 11.30 sciava sul monte Masucco, a circa 2250 metri d’altitudine, mentre l’altro deceduto trovato a lato delle piste di San Colombano, in territorio di Valdisotto, in sostanza a soltanto 500 metri dall’area dell’altra disgrazia, è un maestro di sci molto conosciuto in Alta Valtellina, Armando Romani, 56 anni, residente a Valdisotto.

Romani, la sera prima, aveva preso parte a una cena con alcuni amici in una baita e poi era sceso a piedi da solo, senza scarponi e sci, lungo il tracciato che delimita la ski-area che ben conosce ed è stato probabilmente stroncato da un malore pure lui, forse per le temperature rigide della notte combinate a una possibile congestione. A rinvenirlo, sulla neve fresca, alcuni sci-alpinisti che hanno notato un cappuccio, un mazzo di chiavi sulla distesa bianca.

L’allarme ieri sera, dopo che non era rincasato, non è scattato siccome vive in paese soltanto con l’anziana madre che si era nel frattempo coricata, senza attendere che il figlio di 56 anni rincasasse. Finchè, la mattina dopo, poco prima delle 10, alcuni sci-alpinisti lo hanno trovato nella neve fresca dando l’allarme. Gli amici della cena erano scesi a valle con gli sci e non si erano accorti che lui non fosse rientrato. Ma quando sono giunti sul posto indicato del ritrovamento i soccorritori anche per lui, come per lo straniero più tardi, non c’era più nulla da fare. Non si è trattato, dunque, di un incidente sulle piste, ma di una disgrazia per cause naturali. Su entrambi gli episodi stanno preparando gli atti da trasmettere in Procura a Sondrio gli esperti del Sagf-Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Bormio. Michele Pusterla