Aprica: niente guardia medica pediatrica. Famiglia in vacanza costretta a tornare a casa

I genitori di una bimba colpita da virus con febbre molto alta hanno cercato invano un contatto con un dottore. E non è stato possibile nemmeno eseguire un tampone streptococco. Da qui la decisione di fare rientro in Brianza

Una veduta di Aprica

Una veduta di Aprica

Aprica, 5 gennaio 2024 – Avevano prenotato la vacanza sulla neve, all’Aprica, dal 26 dicembre al 6 gennaio, ma hanno lasciato dopo pochi giorni. Per mancanza di un dottore.

"Il 31 dicembre, verso le 21 la mia nipotina di 2 anni e 2 mesi scotta, ha 38,5 di febbre. A Capodanno dorme per tutto il giorno, si sveglia con difficoltà ai richiami, vomita 3 volte, anche l’acqua. I genitori iniziano a preoccuparsi, e la sera cercano un medico per un confronto, una visita - racconta Giacomo Sirtori, 74 anni, di Monza -. Cercano online un numero della guardia medica, sul sito e trovano il numero della ‘guardia medica turistica’. Quel numero risulta staccato, allora provano con un altro numero, appena sotto questo, ‘Cri’, dove però rimangono in attesa senza nessun risultato. Linee intasate, cade la linea diverse volte”.

Ricevono il contatto di un medico privato, che però quella stessa sera non si trova in Aprica e, riprende il nonno, “consiglia i genitori eventualmente di recarsi al Pronto Soccorso. Ricevono solo conforto contattando un pediatra di Monza, amico di famiglia, il quale li rasserena e consiglia di pazientare e vedere come va quella notte. Il giorno successivo, il 2 gennaio la situazione non migliora e la febbre persiste. La bimba non vomita più ma continua a dormire, riesce a bere solo qualche sorso di acqua, la febbre rimane alta sfiorando i 39. Per la terza notte di fila i genitori rimangono svegli accanto a lei. È la mattina del 3 gennaio, sono le 8 e la piccina scotta, ancora quasi 39 di febbre. Chiamano il pediatra a Lissone dove risiedono, il quale consiglia di sottoporre la piccola ad un tampone streptococco dando la disponibilità a visitare la piccola quella mattina alle 12.30".

Chiamano subito la farmacia centrale di Aprica che risponde "di non poter eseguire il tampone, in quanto carente delle autorizzazioni necessarie". Si sentono dire di portare la piccina all’ospedale di Esine, in Valcamonica.

Richiamano il pediatra a Lissone che visiterà la bambina alle 12.30. Tre giorni lunghissimi, tre giorni di attesa senza nessun servizio base in Aprica dove i genitori della piccola avevano deciso di passare le loro vacanze alloggiando in un hotel.

"Il rientro dalle vacanze era previsto per il 6, ma il 3 mattina partono per arrivare puntuali dal pediatra - spiega Sirtori -. In un paese con circa 2000 abitanti, ma che nelle vacanze, diventa una ‘media città’, non esiste un servizio pediatrico. Qui i prezzi delle case nuove arrivano a 4.500 € al mq, affittare una piccola casa per il periodo di Natale costa 3.000 euro, non esiste un servizio minimo e indispensabile, una guardia medica, un pediatra. Raccontiamo affinché si rifletta".

"Asst Valtellina e Alto Lario - la nota della sanità pubblica a cui abbiamo chiesto una spiegazione - con l’inizio del 2024 ha preso in carico le cure primarie. Le Guardie turistiche erano state sospese anni fa per mancanza di medici e dopo la pandemia non sono state più riattivate. Il servizio è stato sostituito dalla continuità assistenziale. Il pediatra di base è a Tirano". Da Asst fanno sapere che rispetto al caso di Aprica si stanno "facendo delle valutazioni per trovare una soluzione".