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24 feb 2022

Sla, una nuova speranza di cura. La svolta potrebbe essere legata al colesterolo

Uno studio internazionale che ha visto in prima linea i ricercatori italiani apre nuovi scenari nelle terapie della malattia

24 feb 2022
Lottare contro la Sla non significa solo ricerca, ma anche sostegno alla quotidianità
La ricerca sulla Sla
Lottare contro la Sla non significa solo ricerca, ma anche sostegno alla quotidianità
La ricerca sulla Sla

Milano, 24 febbraio 2022 - Uno studio internazionale che vede l'Italia in prima linea apre "nuove frontiere di intervento" contro la Sla, speranze "legate alla correzione di alterazioni metaboliche" che coinvolgono in particolare "il colesterolo quale riferimento potenzialmente correlato all'infiammazione". Al lavoro, pubblicato su 'Science Translational Medicine', hanno contribuito per il nostro Paese l'Irccs Istituto Auxologico italiano, il Centro Dino Ferrari e l'università Statale di Milano con Vincenzo Silani, Antonia Ratti e Nicola Ticozzi

Cos'è la Sla

La Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla), conosciuta anche come malattia di Lou Gehrig, è una malattia neurodegenerativa progressiva dell'età adulta, determinata dalla perdita dei motoneuroni spinali, bulbari e corticali, che conduce alla paralisi dei muscoli volontari fino a coinvolgere anche quelli respiratori.

​La ricerca

La ricerca ha coinvolto 6.763 pazienti con sclerosi laterale amiotrofica analizzando l'epigenetica della malattia - le modificazioni che intervengono non direttamente sulla sequenza di 'lettere' (basi) che compongono un gene, bensì ma sulla sua struttura - evidenziando 45 siti di variata metilazione (una modifica biochimica) in 42 geni. La ricerca "è il più vasto contributo di epigenetica e metilazione in una patologia neurodegenerativa e apre inattese prospettive terapeutiche", sottolineano da Auxologico e Statale.

 "Questo vasto studio di metilazione nella Sla è senza precedenti - afferma Silani, ordinario di Neurologia all'università Statale e primario di Neurologia all'Auxologico - e dimostra alterazioni della metilazione in 45 posizioni in rapporto a 42 geni in stretta relazione al metabolismo del colesterolo Hdl e indipendentemente dall'immunità, dal basso indice di massa corpora che caratterizza i pazienti che tendono a perdere peso e dall'assunzione di alcol.

La biosintesi del colesterolo

In particolare, la biosintesi del colesterolo risulta di importanza biologica fondamentale relativamente alla fluidità di membrana, la formazione di sinapsi, la crescita neuritica e i potenziali d'azione con il long-term potentiation.

Il sistema immunitario

Due siti di alterata metilazione sono stati dimostrati nel gene Sgms2, responsabile della produzione di sfingomielina sintetasi 2, suggerendo che anche gli sfingolipidi possono avere un ruolo nella Sla. Viene poi sottolineato il cointeressamento del sistema immunitario nella malattia, come già da tempo dimostrato". 

I trattamenti farmacologici

"E' importante che fattori ambientali noti, come il trattamento farmacologico con riluzolo, con cui la maggior parte dei pazienti italiani viene trattata, non interferiscano con i risultati raggiunti", precisa Silani.  "Questo accurato studio di epigenetica - rimarca il neurologo - sancisce ulteriormente l'impegno italiano e dei ricercatori che ho l'onore di coordinare da svariati anni nella definizione della Sla, che oggi conta più di 30 geni causali coinvolti in diverse vie metaboliche.

Gli scenari

Ora l'epigenetica identifica nelle variazioni del metabolismo lipidico e nell'immunità due momenti patogenetici di rilievo, proponendo una malattia correggibile alla luce delle conoscenze mediche attuali. La ricerca, che oggi vanta tecnologie sofisticate, ha sempre come fine ultimo però la terapia di una malattia che rimane di riferimento per tutta la neurodegenerazione per la particolare severità e per il coinvolgimento multisistemico". 

Con la conferma di un'alterata metilazione del Dna, che oggi rappresenta il miglior parametro studiabile di una modificazione epigenetica - concludono da Auxologico e Statale - si rafforza l'evidenza di un interessamento metabolico e in particolare del colesterolo nella malattia, accanto al ruolo, peraltro già evidenziato in passato, dell'immunità".

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