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13 giu 2022
13 giu 2022

Referendum, Calderoli grida al complotto. Con chi ce l'ha?

Quorum non raggiunto, il leghista ammette la sconfitta ma promette battaglia sulla riforma Cartabia

13 giu 2022

"Secondo me c'è stato un complotto che ha agito con singoli soggetti, magari non in forma associativa, affinché questo quorum non potesse essere raggiunto. Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli non usa giri di parole durante la conferenza stampa convocata nella sede della Lega in via Bellerio a Milano, in relazione al flop dei referendum sulla giustizia. "Parlo innanzitutto dall'accettazione dei quesiti della Corte costituzionale - ha continuato Calderoli - che ha negato l'ammissione rispetto alla responsabilità diretta dei magistrati, quello che più aveva gradimento da parte del cittadino. Il vicepresidente del Senato addossa "una certa responsabilità anche al governo - ha aggiunto - che a maggio aveva spinto affinché si approvasse la riforma Cartabia facendo venir meno tre dei quesiti referendari". Calderoli ha attaccato la decisione di condensare il voto tutto in una giornata. 

La sconfitta

Detto questo, il senatore Cadledroli ha ammesso la sconfitta ammette "Abbiamo perso, è inutile nasconderlo", ma «la Lega ci ha messo la faccia e rivendichiamo quello che abbiamo fatto con orgoglio a fronte di più di mille gazebo organizzati dal movimento". "I numeri che abbiamo davanti sono abbastanza evidenti», ha osservato Calderoli che comunque prende atto "che i sì sono largamente prevalenti anche sui due quesiti che erano più ostici dal punto di vista dell'impatto mediatico». Con alcuni quesiti «abbiamo raggiunto il 70% dei sì - ha sottolineato - se si fosse trattato di amministrative avremmo festeggiato un sindaco della giustizia giusta". Insomma, "mi spiace non aver raggiunto il quorum - ha concluso - e ringrazio i circa 10 milioni di italiani che hanno partecipato con un sì e con un no". Era evidente la volontà di evitare la partecipazione", ha concluso Calderoli assicurando che il Carroccio "riproporrà tutti gli emendamenti presentati in Parlamento per modificare la riforma Cartabia». Secondo il vicepresidente del Senato «l'unica risposta sono le elezioni del 2023: con un governo di centrodestra la riforma della giustizia la faremo davvero".

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