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3 apr 2021

Alla ministra Dadone la delega all'Antidroga. E scoppia la polemica

Dalla Lega a Forza Italia a Fratelli d'Italia, centrodestra contrario alla nomina: "E dichiaratamente antiproibizionista"

3 apr 2021
Italian Minister of Public Administration Fabiana Dadone during the Qu?estion Time at the Chamber of Deputies, Rome, Italy, 11 November 2020. ANSA/ANGELO CARCONI
Il ministro delle Politiche giovanili Fabiana Dadone
Italian Minister of Public Administration Fabiana Dadone during the Qu?estion Time at the Chamber of Deputies, Rome, Italy, 11 November 2020. ANSA/ANGELO CARCONI
Il ministro delle Politiche giovanili Fabiana Dadone

Roma - La decisione del premier Mario Draghi di affidare la delega per le politiche antidroga al ministro Fabiana Dadone ha scatenato una forte polemica da parte delle forze di centrodestra. Da Fratelli d'Italia a Forza Italia alla Lega, gli oppositori giudicano inopportuno far gestire la materia a un esponente politico dichiaratamente antiproibizionista come il ministro per le Politiche giovanili.

Giorgia Meloni, leader di Fdi, trova "grave e deludente che per un compito così delicato come la lotta alle dipendenze sia stato scelto un esponente politico firmatario di proposte per legalizzare la cannabis. Non è questa la discontinuità che ci aspettavamo da Draghi". Meloni rinnova poi "l'appello ai partiti di centrodestra che sostengono il Governo affinché' si facciano sentire con decisione". "Fdi - ha dichiarato Isabella Rauti - continuerà a portare avanti la sua battaglia contro la legalizzazione della droga".

Forza Italia, con il capogruppo alla Camera Andrea Occhiuto, chiede chiarimenti al Governo: "L'esecutivo dovrebbe garantire la promozione e l'indirizzo di politiche per prevenire, monitorare e contrastare il diffondersi delle tossicodipendenze e delle alcool-dipendenze. Dadone, invece, nel recente passato ha più volte sostenuto pubblicamente la liberalizzazione della cannabis e ha sottoscritto proposte di legge per la sua legalizzazione". Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo al Senato, sottolinea come Fi abbia "rispedito al mittente numerosi tentativi dei grillini di legalizzarla e di certo non abbiamo cambiato idea adesso. Siamo e restiamo contro l'uso di qualsiasi droga e non arretreremo di un millimetro". E il leader leghista Matteo Salvini sottolinea: "La droga, ogni droga, è morte. Nessun regalo agli spacciatori. Viva la Vita e chi non si arrende".

A favore della decisione

Schierati a difesa della decisione del premier gli esponenti M5S. "Il MoVimento 5 Stelle insieme alla ministra Fabiana Dadone si è sempre battuto in Parlamento contro la drammatica piaga dell'uso delle droghe - dice la deputata Elisa Tripodi - Siamo certi che la ministra Dadone saprà lavorare, come nessuno ha mai fatto prima con il massimo impegno, dedizione e rigore per portare avanti le politiche di contrasto al traffico di stupefacenti da parte di criminali senza scrupoli". "Gli attacchi sguaiati mossi da qualche esponente politico sono del tutto fuori luogo e screditano solo chi li fa, essendo palesemente caratterizzati da pregiudizio e superficialita'", dice il vicepresidente vicario del gruppo M5S al Senato Andrea Cioffi.  Il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, di Più Europa, difende la scelta di Draghi e risponde a Giorgia Meloni: "E' importante, invece, che la delega sia stata assegnata ed è positivo che, questa volta, sia assegnata a un esponente che abbia mostrato un approccio antiproibizionista sulla cannabis".

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