MANUELA MARZIANI
Cultura e Spettacoli

Collegio Ghislieri, le pergamene con i versi di Dante "vengono da una casa principesca"

Il prezioso frammento ritrovato nella biblioteca contiene alcuni canti del Paradiso

Il frammento della Divina Commedia ritrovato al collegio Ghislieri

Il frammento della Divina Commedia ritrovato al collegio Ghislieri

Pavia - Hanno una storia avventurosa da raccontare le antiche pergamene di un codice dantesco ritrovate nella sezione storica della biblioteca del collegio Ghislieri. Una storia che non potrà essere ricostruita a breve perché il frammento dovrà essere studiato sotto un profilo paleografico e filologico. "Si dovrà verificare la datazione del documento - dice Luca Fiorentini, assegnista di ricerca del dipartimento di lettere moderne dell’Università La Sapienza, dantista ed ex alunno del collegio Ghislieri - e provare a lavorare sulla collazione con la Commedia".

La scoperta a fine '800

Il frammento è molto antico; la grafia di alcune parole, la scrittura minuscola gotica, l’ortografia incerta, la scarsissima punteggiatura lo fanno risalire alla fine del Trecento. Il primo a sostenerlo fu il rettore del collegio Zanino Volta, nipote di Alessandro e paleografo esperto che nel 1889, quando un alunno, Celso Marchini, laureando in filosofia, mentre consultava dei vecchi libri nella biblioteca si accorse che le pergamene che ricoprivano una rara edizione del Timeo, stampato nella calcographia Ascensiana di Parigi nel 1520, avevano dei caratteri sbiaditi, appena leggibili e scritti su due colonne. Notò che si trattava di terzine della Divina Commedia. Fu il nome di Beatrice ad attirare l’attenzione del professor Volta.

Un reperto molto prezioso

"La datazione paleografica - aggiunge Fiorentini - dice molto, ma bisogna anche studiare la lingua perché i copisti erano soliti aggiungere qualcosa del proprio linguaggio". La pergamena che riporta i canti II, III, X e XI del Paradiso e alcuni elementi come alcune forme arcaizzanti e il tipo di scrittura lo fanno riferire allo scrittorio di Bologna per i testi letterari giuridici, caratterizzandolo come uno dei frammenti più antichi della Commedia. Da dettagli come le lettere miniate in rosso s’ipotizza che le pergamene siano appartenute a un Codice molto prezioso, che poteva trovare posto solo in case principesche, o corporazioni religiose o famiglie potenti. "Il collegio Ghislieri – dice Alessandro Maranesi responsabile della biblioteca - è onorato di possedere un bene tanto prezioso che sarà studiato".