MANUELA MARZIANI
Cultura e Spettacoli

Pavia, in mostra al Castello le grandi nature morte dipinte tra ’600 e ’900

L'esposizione ai musei civici resterà aperta fino al 28 luglio

Una grande occasione per gli appassionati d'arte

Una grande occasione per gli appassionati d'arte

Pavia, 18 aprile 2019 - Un sorprendente affondo sul genere della natura morta attraverso un dialogo inedito tra maestri del Seicento e del Novecento italiani per una proposta originale. Per la stagione espositiva primaverile il settore cultura propone ai Musei civici del castello “De Chirico, De Pisis, Carrà. La vita nascosta delle cose”.

Curata da Antonio D’Amico, con la collaborazione scientifica di Elena Pontiggia e Maria Silvia Proni, la mostra che apre oggi alle 18 (fino al 28 luglio), offre un affascinante percorso in cui un gruppo di superbe nature morte napoletane del Seicento, eseguite da artisti caravaggeschi (Paolo Porpora, Giovanni Battista e Giuseppe Recco, Giovanni Battista Ruoppolo), dialoga con importanti opere di Filippo de Pisis, con un nucleo raro di vite silenti di Giorgio de Chirico e con alcune meditabonde nature morte di Carlo Carrà, pittori che nel ’900 hanno dato origine alla metafisica, attribuendo agli oggetti ritratti un valore simbolico e lasciando così emergere la vita nascosta delle cose.

"De Chirico, De Pisis e Carrà – spiega il curatore, Antonio D’Amico – affidano pensieri ed emozioni ai colori per creare composizioni che diventano diari carichi di significati reconditi, legati alla vita e alla poetica delle piccole cose, come scrive De Pisis e come si potrà vedere nelle opere in mostra, alcune delle quali mai esposte prima. Meditazioni pittoriche, vite silenti, ferme, come le chiama Giorgio de Chirico, che contengono idee, pensieri". La mostra (da martedì a venerdì 14.30-18, sabato e domenica 11-19) sarà l’occasione per ammirare anche “Gli archeologi” in cui de Chirico rappresenta un tempietto addossato a un masso roccioso, ripreso da un dipinto appartenuto a de Pisis, suggellando l’amicizia anche attraverso il linguaggio pittorico.