Voghera (Pavia), 14 maggio 2018 - Il valore della carità, l’impegno verso i bisognosi e l’intento educativo. Così due sorelle vogheresi d’adozione, hanno superato uno scalino nel percorso di canonizzazione verso la santità. Ieri mattina in Duomo a Voghera, il vescovo Vittorio Viola della Diocesi di Tortona, sotto cui ricade la città dell’Oltrepo Pavese, ha proclamato venerabili Maria e Giustina Schiapparoli. La decisione è stata presa dalla Congregazione dei santi su impulso di Papa Francesco. Nate rispettivamente nel 1815 e nel 1819 a Castel San Giovanni in provincia di Piacenza, Maria e Giustina Schiapparoli sono le fondatrici dell’ordine delle Benedettine della Divina Provvidenza. Da giovani hanno vissuto a Voghera e hanno studiato a Pavia con Santa Benedetta Cambiagio Frassinello, con la quale poi hanno collaborato a Ronco Scrivia. Rientrate a Voghera nel 1847, hanno iniziato la loro opera di aiuto nei confronti delle giovani sole, aprendo una scuola. Giustina è morta nel 1877, Maria nel 1882. Oggi a Voghera l’ordine conta un istituto scolastico che accompagna gli studenti dalla scuola dell’infanzia fino al liceo, oltre a strutture d’accoglienza, in particolare case famiglia per giovani bisognosi. Ieri il Duomo era pieno.

Il vescovo Viola durante la sua omelia ha ricordato come «dall’idea cristiana che Gesù dopo l’ascensione non ci abbia lasciati ma sia con noi, si può capire come ci siano queste manifestazioni di santità nella Chiesa». Il vescovo ha poi sottolineato come le due sorelle abbiano trascorso «una vita bella, dedicata agli ultimi». L’arciprete del Duomo, Giovanni Captini, ha ricordato come «in Oltrepo abbiamo anche la beata Giuseppina Nicoli, anche lei era maestra e si occupava dei bambini poveri. Sono persone con caratteristiche simili, di cui sono state riconosciute le virtù umane e cristiane perfette». Soddisfatta anche suor Giovanna Morelli, Superiora provinciale delle Benedettine della Divina provvidenza, che contano presenze anche in Romania, Albania e Brasile: «Una nostra suora anziana ha accompagnato una bimba dal vescovo per consegnargli un pacco di pasta da dare ai poveri. È stata una celebrazione molto toccante, noi siamo pronte a collaborare con le autorità per il bene della città». Il percorso verso la canonizzazione ora prevede che le sorelle giungano al grado di beate: «Per ora sono state studiate le loro vite – ha precisato don Captini -. Adesso, per proseguire ci vuole un miracolo».