MANUELA MARZIANI
Cronaca

Piscina Folperti, Fracassi: “Voglio capire se è un malato terminale. Poi faremo le verifiche”

Mancano i certificati e lievitano i costi per ottenerli, l'impianto rimane chiuso

La piscina coperta di via Folperti a Pavia

La piscina coperta di via Folperti a Pavia

Pavia, 5 ottobre 2023 – “La piscina Folperti riaprirà soltanto se potrà essere garantita, con il suo utilizzo, l’assoluta incolumità delle persone, il bene più importante, che noi dobbiamo assolutamente salvaguardare”. Il sindaco di Pavia Fabrizio Fracassi ha sgombrato il campo da tutti gli auspici che avrebbero voluto veder riaprire “al più presto” l’unico impianto natatorio pubblico della città. La prima a chiederlo è Monica Boggioni, la nuotatrice paralimpica che si sta preparando per le olimpiadi di Parigi e al Consiglio comunale ha detto che avrebbe voluto farlo ”nella sua Pavia” dove altri bambini con disabilità dovrebbero poter imparare a nuotare portando avanti un progetto d’inclusione. Ma diventa sempre più difficile.

“Dopo un’attenta riflessione in seguito alla nota che mi è pervenuta lo scorso 2 ottobre dalla dirigente Maria Latini – ha aggiunto il sindaco -, ho affidato al settore Lavori pubblici, l’incarico di operare tutte le verifiche necessarie per acquisire il certificato di idoneità statica della struttura.

Ciò che infatti mi preme prima di tutto capire è se la piscina Folperti, ricorrendo a un’immagine cruda ma estremamente concreta, sia un malato terminale oppure no. Una volta accertato questo, potremo procedere con tutte le ulteriori valutazioni del caso”. I passaggi necessari per ottenere il certificato di idoneità statica non sono soltanto formali, l’impianto ha bisogno di lavori urgenti e un investimento milionario per una vasca realizzata negli anni 80, che non è olimpionica e che non ha quasi mai ricevuto una corretta manutenzione.

In Consiglio comunale il primo cittadino aveva promesso una prima tranche di lavori-tampone per consentire la riapertura in tempi relativamente brevi e poi altri interventi per poter utilizzare l’impianto 12 mesi l’anno, non soltanto in inverno.

Ma servirebbero almeno 3,3 milioni di euro ai quali si dovrebbero aggiungere i fondi per la manutenzione straordinaria. In totale si arriverebbe a circa 4,5 milioni. Niente a che vedere con i 500mila euro inizialmente previsti per consentire la riapertura e trovare un gestore privato attraverso un bando. Ma anche il gestore privato sembra difficile da trovare. A fine giugno è stato risolto consensualmente il contratto che legava il Comune e Piscinemelegnano. L’impianto è stato chiuso con la promessa di una riapertura a settembre. Dopo un bando andato deserto, per occuparsi della struttura si era fatta avanti Asm che però ha metà settembre ha comunicato a palazzo Mezzabarba di volersi fare da parte ritenendo l’investimento anti-economico. Poco dopo un privato ha presentato una manifestazione d’interesse e il sindaco ha promesso di occuparsi dei lavori più urgenti prima di predisporre un nuovo bando per trovare un gestore. Già si pensava che prima del 2024 la piscina non avrebbe riaperto. La mancanza delle certificazioni e i lavori indispensabili per ottenerli rendono ancora più difficile una riapertura.