Pgt viziato dai conflitti. Il sindaco può non votare. Ma l’accordo è lontano

La soluzione dei consulenti sull’incompatibilità: Fracassi deve uscire dall’aula. Maggioranza divisa: Fratelli d’Italia vuole approvare solo i progetti pubblici.

Ultimi giorni per trovare un accordo, poi la variante al piano di governo del territorio dovrà tornare in aula per l’approvazione. Senza più ostacoli. A rimuovere quelli legali, infatti, sarebbe stato uno studio di Milano al quale il sindaco Fabrizio Fracassi si è rivolto per avere un parere sulla sua incompatibilità. Qualche mese fa, infatti, era emerso che il primo cittadino aveva votato anche la scheda relativa al terreni di una sua parente. Successivamente il sindaco in consiglio comunale aveva ammesso di non sapere che quell’area al confine con il Comune di San Genesio, che appartiene alla società Du Port, ha tra i comproprietari una sua cugina, Giovanna Fracassi: al momento della votazione avrebbe dovuto uscire dall’aula, invece non l’ha fatto. Stando ad alcuni pronunciamenti della magistratura, in caso d’incompatibilità, il documento potrebbe essere nullo.

Ma ci sono pure sentenze più possibiliste. Per questo motivo, Fabrizio Fracassi ha voluto rivolgersi a un noto ed esperto studio legale milanese per avere un ulteriore parere legale. Costato 12mila euro e composto da 25 pagine, quindi piuttosto articolato, il parere arrivato a palazzo Mezzabarba mercoledì pomeriggio è coperto da una clausola di riservatezza. Ma qualcosa informalmente trapela.

Secondo gli esperti il piano di governo del territorio si può votare a patto che sull’area “incriminata“ il sindaco esca dall’aula. E lo stesso dovrebbe accadere anche nel caso in cui altri consiglieri dovessero risultare o pensare di essere incompatibili. Nell’ultima seduta di consiglio comunale, la consigliera del partito democratico Ilaria Cristiani aveva detto probabilmente di avere in prima persona un’incompatibilità, che anche altri colleghi di maggioranza potrebbero avere parenti proprietari di aree coinvolte nel cambio di destinazione d’uso.

Ma se anche dovessero cadere gli ostacoli relativi agli intoppi di carattere legale, rimangono le difficoltà politiche. All’interno della maggioranza, infatti, le posizioni sono divergenti. Alcuni tra i consiglieri propendono per votare soltanto i progetti relativi ad aree pubbliche o di interesse pubblico come ex Necchi, ex Neca o Scalo Ferroviario. Fratelli d’Italia in particolare vorrebbe uno “spacchettamento“ della variante, che invece la minoranza ritiene improponibile, propendendo per un ritiro del documento. La prima seduta in programma è prevista per lunedì prossimo, 18 marzo, quando sarà necessario avere la presenza di 17 consiglieri perché sia garantito il numero legale e la maggioranza potrà avere al massimo quattro voti contrari al documento. La conta è cominciata e stanno procedendo le consultazioni nel tentativo di arrivare a un accordo.