STEFANO ZANETTE
Cronaca

Nuovo incarico allo scultore. La creatività di De Paolicolleziona un altro successo

L’artista pavese realizzerà in Abruzzo un’opera dedicata alla maternità. I suoi lavori sono già installati nei luoghi di San Francesco e in Liguria.

Nuovo incarico allo scultore. La creatività di De Paolicolleziona un altro successo

Nuovo incarico allo scultore. La creatività di De Paolicolleziona un altro successo

di Stefano Zanette

La sua arte si sta espandendo, da Pavia, in un crescente numero di luoghi d’Italia. L’artista pavese Antonio De Paoli, 57 anni, realizzerà in Abruzzo, a Scurcola Marsicana, comune in provincia dell’Aquila, l’opera “Alle fonti della vita“, il cui bozzetto è stato svelato in anteprima, in loco, all’inaugurazione della mostra “50 opere per raccontare 50 artisti italiani dell’ ’800 e del ‘900“, alla quale è stato invitato a partecipare. Una destinazione ancor più lontana dalla sua città e anche dal laboratorio artistico sulle colline oltrepadane, a Corvino San Quirico, rispetto alle sue ultime tappe in giro per l’Italia. Con le due opere a Cannara, in provincia di Perugia, in Umbria, prima la statua in bronzo di San Francesco (inaugurata il 12 giugno dello scorso anno) e poi l’altare in marmo (inaugurato lo scorso 7 maggio) che è andato a completare il santuario all’aperto di Piandarca, nel luogo mistico della predica agli uccelli. E con la tappa intermedia a Lerici, in provincia della Spezia, in Liguria, dove dal 28 settembre dello scorso anno, proprio sul lungomare, è installata in modo permanente “La metamorfosi della Fenice“, opera realizzata da De Paoli nel centenario dell’esplosione della polveriera di Falconara. Ma quel che lo ha portato in Abruzzo è stato in realtà frutto di una casuale visita a Pavia, lo scorso novembre, di Franco Farina, fondatore del Museo San Bernardino da Siena a Scurcola Marsicana, che ha notato l’opera commemorativa della Torre Civica in piazza Duomo e ha contattato l’artista pavese.

"Mi ha chiesto di progettare – spiega Antonio De Paoli – un’opera sulla maternità. L’idea base era quella di partire dalla figura di una popolana, in abiti tradizionali abruzzesi, che porta sulla testa la ‘conca’, usata per trasportare l’acqua dal pozzo. Ho scelto di rappresentare la figura della madre non con la maternità classica col bambino in braccio, ma con un’interazione divertita di sguardi e di gesti, con il bimbo aggrappato alla veste della madre, quasi a farla inciampare, e la donna che sorride con pazienza e con dolcezza". Un’opera che per l’artista pavese ha anche un significato particolare. "La cosa strana – ricorda De Paoli – è che quest’opera mi è stata proposta una settimana dopo la perdita di mia madre".