NICOLETTA PISANU
Cronaca

Nove anni al muratore patrigno. Lattante picchiata, condannato

Mario Franchini aveva ridotto la piccola di nove mesi in fin di vita. Ad allertare i soccorsi la nonna .

Nove anni al muratore patrigno. Lattante picchiata, condannato

Nove anni al muratore patrigno. Lattante picchiata, condannato

Nove anni e otto mesi di reclusione per tentato omicidio. È la sentenza del gip di Pavia Pasquale Villani nei confronti di Mario Franchini, muratore 29enne originario della provincia di Taranto che il primo ottobre 2022 aveva picchiato la bambina di 9 mesi dell’allora compagna, in un appartamento di Casarile (Milano). La piccola aveva riportato gravi ferite, tra cui un trauma cranico. Il giudice ha stabilito il versamento di provvisionali da centomila euro per la bambina e da trentamila euro alla mamma, costituita parte civile anche la nonna: il risarcimento totale sarà stabilito in separato giudizio civile.

Era un sabato pomeriggio e la mamma della lattante si trovava al lavoro, Franchini era rimasto con la bambina. Non riuscendo a mettersi in contatto con lui, la donna aveva chiesto a sua mamma di andare a controllare a casa se fosse successo qualcosa. La nonna aveva trovato la piccola ferita e, rendendosi conto della gravità della situazione, aveva chiamato i soccorsi. Franchini si era giustificato dicendo che la bambina era caduta dal fasciatoio. Sottoposto a fermo, aveva poi confessato che la bimba piangeva e lui l’aveva colpita, era così stato portato in carcere dove tuttora si trova. Franchini ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, che consente di ottenere lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, e in udienza ha rilasciato spontanee dichiarazioni spiegando di essere dispiaciuto e che lui si era sempre occupato della bambina, che non voleva ucciderla. La difesa aveva chiesto la derubricazione dell’accusa nel reato di lesioni, ma è stato riconosciuto il tentato omicidio. Franchini non aveva chiamato i soccorsi, era stata la nonna. La piccola era stata portata prima al policlinico di Pavia e poi, con l’aggravarsi delle sue condizioni, a Bergamo in elisoccorso. Successivamente dichiarata fuori pericolo di vita, tuttora la bimba deve sottoporsi a costanti controlli.