Guerra a Gaza, prof indossa una maglietta pro Palestina. A Pavia scoppia il caso e finisce in mano all’avvocato

E’ successo in un istituto superiore pavese: una studentessa con doppio passaporto è rimasta turbata e i genitori hanno chiesto “provvedimenti". Il legale: parole insidiose, avvertite anche da chi non è di fede ebraica

Corteo pro Palestina a Milano

Corteo "Stop al genocidio in Palestina. Libertà per Anan Yaeesh" a Milano, 9 marzo 2024. ///// Participants at the "Stop the genocide in Palestine. Freedom for Anan Yaeesh" march in Milan, Italy, 09 March 2024. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

 

Pavia – “Dal fiume al mare", lo slogan usato da alcuni palestinesi che riporta indietro le lancette al 1947, quando lo Stato d’Israele non esisteva, è entrato in una classe di una scuola superiore del Pavese. Era stampato su una maglietta indossata non da uno studente, ma da una componente del personale scolastico che non si è curata d’avere tra i propri allievi una ragazza con la doppia cittadinanza, italiana e straniera. Un’adolescente che ha letto quello slogan "from the river to the sea, Palestine will be free", ha capito il messaggio e le è arrivato come un pugno nello stomaco.

Il fatto è avvenuto lunedì e immediatamente i genitori della minore hanno informato la direzione scolastica, l’Ufficio scolastico provinciale, il Ministero dell’Istruzione e alcuni esponenti istituzionali della Comunità ebraica. Hanno inviato una pec senza alcuna pretesa di rivalsa, ma soltanto nella speranza che la scuola prendesse dei provvedimenti nei confronti della docente ed evitasse che potessero esserci ancora dei contatti con la figlia, ma al momento la scuola non ha risposto. Non sono state formulate delle scuse e non è stata contattata la famiglia per dare una spiegazione o chiarire la posizione della componente del personale scolastico. Silenzio.

 

Di conseguenza, i genitori della ragazza si sono rivolti a un avvocato, Andrea Cascio titolare di uno studio legale a Monza e noto a Pavia per essere il tutore legale del bambino unico sopravvissuto alla strage del Mottarone.

 

"La minore è rimasta turbata dal fatto che una componente del personale scolastico si sia presentata in classe durante l’ora di lezione, esibendo una maglietta con lo slogan usato da alcuni palestinesi per affermare che non accetteranno alcun compromesso con Israele - ha detto l’avvocato - e Israele sarà distrutto. Tale slogan, notoriamente, ha una valenza discriminatoria violenta nei confronti del popolo ebraico, invocando la scomparsa dello Stato di Israele".

 

Gli studenti anti israeliani nei campus universitari di Stati Uniti, Canada, Australia ed Europa cantano da decenni lo slogan che ora è stato stampato sulle magliette in vendita anche online. Ma soprattutto dopo l’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas, la frase è stata oggetto di controversia, considerata antisemita e pericolosa perché potrebbe incitare all’odio, soprattutto se mostrata ad adolescenti, che per loro natura sono molto irascibili e poco propensi alla mediazione.

 

"Non solo i genitori della minore che io assisto si sono risentiti - ha aggiunto il legale della ragazzina - anche altri non hanno gradito quello slogan, indipendentemente dalla fede religiosa e dalle proprie radici. Riteniamo che la scuola debba essere un luogo di formazione degli adulti di domani, in un mondo sempre più multiculturale, e che gli alunni minorenni a scuola non debbano mai essere esposti a slogan politici che inneggino all’odio tra i popoli, di qualsiasi slogan si tratti. Non è accettabile che ciò avvenga nella scuola pubblica di uno Stato come il nostro che, costituzionalmente, tutela ogni essere umano da ogni forma e atto di discriminazione". L’avvocato non esclude, in mancanza di risposte, "un esposto in Procura".