Pavia, la mafia ha il colletto bianco: "Appalti osservati speciali"

La coordinatrice della Dda, Alessandra Dolci rilancia l’allarme: dall’aumento degli infortuni sul lavoro conferme dell’infiltrazione

Alessandra Dolci, coordinatrice della Dda di Milano

Alessandra Dolci, coordinatrice della Dda di Milano

Pavia – “Non commette più delitti efferati, non fa saltare i negozi se non viene pagato il pizzo, ma la mafia non è scomparsa. E che cosa fanno i mafiosi al nord? Fanno gli imprenditori".

La coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Alessandra Dolci parlando davanti a 200 studenti al mattino e a un centinaio di cittadini e autorità la sera, ha detto che la provincia di Pavia, in passato toccata da inchieste sulle infiltrazioni mafiose, ha bisogno di molta attenzione perché i settori nei quali la mafia opera sono molto presenti nel nostro territorio. "Gestiscono cooperative – ha aggiunto il magistrato –, piccole società, si occupano di una miriade di subappalti in moltissimi settori come quello delle logistiche, la gestione dei rifiuti, l’edilizia in particolare il movimento terra, bar, ristoranti e sale gioco".

Non avendo problemi economici e dovendo riciclare il denaro sono in grado di accettare appalti a costi decisamente più bassi perché non rispettano le regole e la manodopera impiegata spesso lavora in nero. "Questo crea concorrenza sleale – ha aggiunto Dolci –, e presta anche il fianco a infortuni sul lavoro, perché il personale reclutato non è formato. Forse non si sarebbero dovuti eliminare alcuni paletti, ma io non sono un legislatore, il mio ruolo è quello di far rispettare le leggi".

Per aggirarle, però, in diversi casi la mafia soprattutto nel settore della ristorazione, si affida a dei prestanome ai quali vengono intestati i locali, poi alla cassa c’è un’altra persona. "Bisognerebbe stare attenti ed effettuare più controlli – ha aggiunto Alessandra Dolci – perché l’obiettivo della mafia è quello di fare affari". Si insinua quindi dove ci sono i soldi. "Purtroppo – ha commentato – nella società civile si sta diffondendo il pensiero che esista una “mafia buona”, un’idea sbagliata che mette in difficoltà l’intera società e lo fa sotto traccia".