La violenza sulle donne. Richieste di aiuto in crescita: "Serve più prevenzione"

Presentata la nuova campagna della Rete territoriale tra associazioni ed enti. Da gennaio a giugno 2023 hanno lanciato Sos in 159, di cui 108 italiane.

Diverse richieste d’aiuto che arrivano ogni settimana. Sono aumentate negli ultimi mesi le donne che si rivolgono ai centri antiviolenza perché vivono una situazione difficile di maltrattamenti fisici, ma anche psicologici. Nel 2022 sono state 397 le donne che hanno bussato al centro Liberamente, 269 italiane (il 67%) e 128 (33%) migranti. Da gennaio a giugno dello scorso anno, invece, sono state 159 di cui 108 italiane (68%) e 51 (32%) migranti. "La consapevolezza sta aumentando – ha detto Paola Tavazzi di Liberamente –, ma ora bisogna pensare alla prevenzione e anche ad aiutare le donne che denunciano e che vedono aumentare i rischi. Purtroppo ci sono ancora tante campagne streotipate che diffondono messaggi non corretti".

La Rete interistituzionale territoriale antiviolenza di Pavia della quale fanno parte 33 soggetti che lavorano in sinergia ha puntato su un puzzle fatto di tanti pezzi ognuno dei quali può aiutare e assistere le vittime di violenza. "Questo deprecabile fenomeno – ha sottolineato il sindaco Fabrizio Fracassi – è purtroppo rappresentato da numeri consistenti che devono farci capire che non solo deve essere affrontato nel momento in cui si manifesta, attraverso tempestive azioni di intervento utili per offrire un sostegno concreto alle donne che subiscono maltrattamenti e abusi, ma che deve essere prevenuto con la diffusione della cultura del rispetto". "C’è sempre un percorso per uscire da una relazione violenza. Costruiamolo insieme" è lo slogan con il quale si vogliono diffondere su tutto il territorio provinciale i recapiti di accesso ai servizi erogati dalla Rete, a partire dai tre centri antiviolenza di Pavia, Vigevano e Voghera. Per garantire un’ampia e diversificata diffusione, la campagna si svilupperà su più fronti: l’affissione di manifesti e la distribuzione di flyer, brochure e segnalibri sul territorio provinciale, ma anche la divulgazione sui social.

"Oggi si parla dei centri di presa in carico degli uomini autori di violenza soprattutto in termini di azioni di recupero nella fase ultima di applicazione della pena – ha concluso l’assessore alle pari opportunità Mara Torti –, ritengo che tale approccio educativo debba trovare adeguato spazio di realizzazione in una fase preventiva in cui sia possibile intervenire sul rischio di commissione della violenza tramite specifici percorsi rivolti agli uomini al fine di affrontare, gestire e risolvere tutte le tematiche culturali e relazionali connesse alle situazioni di abuso".