MANUELA MARZIANI
Cronaca

Il patto tra generazioni. Studenti ospiti di anziani: affitto basso, aiuto in casa

Il progetto sperimentale di co-housing e caring finanziato dalla Regione. Al via la raccolta delle candidature tra universitari, selezionati da uno psicologo.

Gli assessori regionali Francesco Brendolise e Elena Lucchini con il rettore dell’Università di Pavia Francesco Svelto

Gli assessori regionali Francesco Brendolise e Elena Lucchini con il rettore dell’Università di Pavia Francesco Svelto

Da un lato gli studenti universitari che negli ultimi anni sono aumentati di oltre il 18%, molti provenienti da fuori regione; dall’altro gli anziani, un quarto dei residenti e il doppio dei quindicenni. Per dare una risposta al caro affitti e far uscire dalla solitudine gli over 65, è nato il progetto sperimentale “Co-housing e caring tra generazioni“ finanziato dalla Regione a sostegno dell’inclusione della popolazione anziana. L’iniziativa, prima in Italia, promuove un “patto di coabitazione“ definito da un contratto di locazione. L’anziano per l’ospitalità riceve al mese 300 euro, pari al costo medio di una stanza a Pavia, lo studente in cambio lo aiuta con le sue competenze informatiche, gli facilita l’accesso all’assistenza sanitaria, lo accompagna in strutture amministrative e di svago.

Le risorse erogate dalla Regione sono pari a 400mila euro per due anni (un milione e 200mila per tre atenei lombardi), che consentiranno di erogare un contributo a un centinaio di studenti a copertura dei costi. "Dopo il Covid - ha detto l’assessore regionale alla famiglia Elena Lucchini - molti anziani hanno ancora paura a uscire e questo favorisce il declino cognitivo e l’invecchiamento veloce. Nel 2025 gli over 65 a Pavia saranno il triplo dei 15enni. Per questo abbiamo pensato a un patto intergenerazionale".

Sono già diversi gli studenti che si dicono disponibili a trasferirsi a casa di un anziano, ma anche a svolgere attività di volontariato. Più dubbiosi gli over 65. "Tra studenti, chi frequenta i master e i medici specializzandi abbiamo oltre 30mila universitari - ha aggiunto il rettore Francesco Svelto - e vorremmo che aumentassero sempre più nella città che ha il maggior numero di laureati d’Italia. La realtà di Pavia è fatta di tanti studenti, anche internazionali, che cercano alloggi. Il progetto consentirà a un buon numero di sentirsi accolti da una comunità".

Sia gli anziani sia gli studenti saranno seguiti e monitorati per la durata del progetto, ora nella fase di raccolta e profilazione dei candidati. Poi gli universitari saranno selezionati attraverso un colloquio con uno psicologo e il prossimo anno potrà partire l’esperimento: a dicembre si vedrà se sarà riuscito. "È un progetto di grande valore sociale - ha detto Francesco Brendolise, assessore alle politiche sociali -. Lo promuoveremo nei nostri 9 centri sociali che contano 2mila iscritti".