I ricorsi per la Vigevano–Malpensa. Superstrada, si va al Tar del Lazio

I giudici della Lombardia si sono dichiarati incompetenti: "L’opera non è di mero interesse territoriale"

I ricorsi per la Vigevano–Malpensa. Superstrada, si va al Tar del Lazio
I ricorsi per la Vigevano–Malpensa. Superstrada, si va al Tar del Lazio

Sarà il Tribunale amministrativo del Lazio a pronunciarsi in ordine ai ricorsi contro la decisione di dare finalmente il via libera ai lavori per la realizzazione della superstrada Vigevano-Malpensa, un’opera considerata di importanza strategica per l’apertura della città ducale e di tutti il territorio che ad essa fa riferimento, verso l’area di Milano e del suo hinterland. I giudici amministrativi della Lombardia, chiamati ad esprimersi sulle opposizioni della Città Metropolitana, in quando ente gestore del Parco Agricolo Sud, dei Comuni di Albairate, Cassinetta di Lugagnano e dei Comitati del No, hanno dichiarato la loro incompetenza territoriale perché l’opera non può considerarsi "di interessa meramente locale" ma al contrario è una parte di una "macro opera" di collegamento "che interessa un vasto territorio e in relazione alla quale sono previsti ingenti finanziamenti". I giudici hanno anche osservato che "l’opera rientra tra gli interventi infrastrutturali caratterizzati da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico-amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio-economico a livello nazionale, regionale o locale". Insomma troppo importante per essere circoscritta al solo ambito regionale e dunque rimessa nelle mani del Tar del Lazio. La notizia del via libera all’appalto della cosiddetta “tratta C“, quella che va dal ponte sul Ticino di Vigevano ad Abbiategrasso, quella di maggiore interesse per tutta la Lomellina, perché consentirebbe, "by-passando" Abbiategrasso di rendere i tempi di percorrenza da e verso il capoluogo decisamente inferiore a quelli attuali, è degli ultimi giorni del 2023.

L’importo stimato è di 104 milioni e 600 mila euro e il termine per la presentazione delle domande di partecipazione scadrà il 27 febbraio. E se da Vigevano si sono levate solo voci a favore dell’opera, al di là del Ticino sono ripartite le proteste di alcuni piccoli centri per i quali l’impatto dell’opera sarà devastante, anche in termini di inquinamento.