Pavia, dopo sette anni assolti gli antifascisti che protestarono contro il corteo di destra

Nel novembre 2016 il corteo non autorizzato era scattata per opporsi alla sfilata promossa in memoria di Emanuele Zilli. I legali degli imputati: soddisfatti dell’esito

Gli imputati dopo l'assoluzione, fuori dal tribunale di Pavia
Gli imputati dopo l'assoluzione, fuori dal tribunale di Pavia

Pavia – Tutti assolti gli antifascisti a processo per i disordini accaduti a Pavia il 5 novembre 2016, quando era stata organizzata una contro manifestazione in occasione di un corteo di militanti di estrema destra per l’anniversario del missino Emanuele Zilli morto negli anni Settanta.

Ieri in tribunale a Pavia la sentenza di primo grado: sono stati assolti, a vario titolo nel merito e per prescrizione, Mauro Vanetti, Rufo Protopapa, Niccolò Palazzi, Claudio Spairani e Alaa Nasser. Erano già state prescritte in precedenza le accuse verso Claudia Lucrezio e Luigi Profeta, che avevano affrontato un diverso iter giudiziario in quanto le loro posizioni erano state stralciate per un difetto di notifica.

Il processo era nato in seguito all’opposizione, da parte della difesa degli imputati, a un decreto penale di condanna: "Siamo soddisfatti dell’esito, ma riteniamo che il processo non dovesse nemmeno iniziare. Energie e costi sostenuti, oltre al lungo periodo di preoccupazione per gli imputati, si potevano evitare – ha commentato l’avvocata Silvia Garzena, che ha difeso gli imputati insieme a Marco Sommariva e Roberta Valmachino –. Anzi, le indagini si sarebbero dovute concentrare sui fatti che ogni anno si ripetono, con atti e simbologia riconducibile al Movimento sociale italiano, che puntualmente vengono denunciati dalle autorità".

La difesa "non ha adottato nessuna tecnica per arrivare alla prescrizione, per noi era importante entrare nel merito – ha proseguito l’avvocata Garzena –. Abbiamo deciso di affrontare questo processo conferendo un carattere di collettività, sostenendo le udienze con presidi e presenze, come riteniamo fosse necessario. L’antifascismo non si processa".

Soddisfatto anche il presidente Anpi provinciale di Pavia, Santino Marchiselli: "Non avevo dubbi. Era stato un atto di disobbedienza civile, oltretutto preannunciata alle autorità nei giorni precedenti. Gli antifascisti si erano opposti a una scelta sbagliata, quella di una manifestazione che si serviva strumentalmente della commemorazione di un militante missino per fare una dimostrazione muscolare con un corteo in tutta la città, una sfida alla democrazia. Dopo quell’incidente, l’evento non è stato più fatto in quel modo". Inizialmente, per il sit-in di protesta degli antifascisti erano state indagate trenta persone, di cui ventitré sono state in seguito prosciolte. Un ulteriore e diverso filone processuale aveva riguardato invece undici militanti di estrema destra, accusati di apologia del fascismo, per aver fatto durante il corteo il saluto fascista con il braccio teso. Sono stati assolti nel settembre 2022.