MANUELA MARZIANI
Cronaca

Pavia, non affittano la stanza allo studente italiano perché è nero. La denuncia: “Questo è razzismo”

Lo studente-atleta si è sentito rispondere “cerchiamo un italiano”. “Ma io lo sono. Il silenzio? È assenso, sarebbe una vergogna. In 22 anni che vivo qui non mi è mai capitata un’umiliazione simile”

Menin Hubert Don, 26 anni, italiano originario della Costa d’Avorio

Menin Hubert Don, 26 anni, italiano originario della Costa d’Avorio

“Ci stiamo muovendo per trovare un ragazzo italiano. È la scelta preferita da tutti i membri della casa. Ovviamente se dopo un certo tempo non ne troviamo, vedremo per altre soluzioni e quindi ti scriverò”. La ricerca di un alloggio da parte di Menin Hubert Don, 26 anni, originario della Costa d’Avorio, è cominciata così.

Studente di Bioingegneria all’università di Pavia, cameriere e atleta della società di Cento Torri, il giovane nei giorni scorsi ha risposto a un annuncio online per avere una stanza in affitto. Per 300 euro al mese avrebbe voluto condividere un quadrilocale a due piani nella zona degli istituti scientifici a Pavia. Ma la risposta è stata negativa – "cerchiamo un ragazzo italiano" – e Don è convinto che ci sia pregiudizio razziale. "In altre situazioni sarei rimasto in silenzio – commenta Menin Hubert Don – ma ho imparato che chi tace acconsente e rifiuto di essere complice di questa vergogna, non posso sopportare che la generazione dopo la mia sia costretta ad accettare tutto ciò".

Don parla apertamente di razzismo. "In 22 anni di vita in Italia ho sentito le sferzate della discriminazione, ma non ho mai ricevuto un trattamento così razzista. L’inquilino che aveva pubblicato l’annuncio mi ha detto che preferisce un ragazzo italiano e che questa è la scelta condivisa da tutti i membri della casa. Peccato che io abbia la cittadinanza italiana dallo scorso settembre. Più che una questione di documenti, mi sono sentito discriminato per il colore della pelle”.

Amareggiato per quanto accaduto, il ventiseienne è stato convinto dalla titolare del locale dove lavora come cameriere a far conoscere il caso che lo ha coinvolto. "Bastava dire che la stanza era già affittata, avrei accettato con più facilità – spiega amaramente il ragazzo –. Evidentemente si sono soffermati sul mio nome e sulle mie foto pubblicate sui social, traendo le loro conclusioni. Ci sono rimasto davvero male: ho risposto al messaggio dicendo che sono italiano, che sono uno studente lavoratore e non convivo con i razzisti".

L’inquilino che ha pubblicato l’annuncio ha replicato in una chat: "Dal tuo nome non pensavo fossi italiano, mi sembra una cosa normale. Noi viviamo con uno straniero e stiamo benissimo, specie io che condivido il piano con lui. Ma dato che sta imparando l’italiano vorrebbe un coinquilino con cui dialogare ogni giorno".

Don ha vissuto a Vigevano, dove si è diplomato all’istituto Caramue, prima di trasferirsi a Pavia per frequentare l’università e praticare atletica leggera. Ha vinto diversi titoli provinciali e regionali nei 400 metri piani, ha conquistato un prestigioso terzo posto nella staffetta 4x400 ai campionati assoluti di atletica leggera ed è giunto secondo nei 100 disputati a maggio ai collegiali come alunno del Griziotti. Adesso cerca una sistemazione per continuare il suo percorso di studente-lavoratore.

"Vorrei che mio nipote che è nato in Italia, che cresce qui - dice ancora Don - che qui andrà a scuola e mangerà cibo italiano non debba un giorno vivere l’umiliazione che ho provato io in questi giorni. Adesso vorrebbero che io chiedessi scusa, ma non ho nulla di cui scusarmi".