Renate, la superiorità non basta. Un altro pari con la Virtus Verona

I nerazzurri non riescono ad approfittare del vantaggio su rigore, i veneti in dieci limitano i danni

Renate, la superiorità non basta. Un altro pari con la Virtus Verona
Renate, la superiorità non basta. Un altro pari con la Virtus Verona

Termina in parità la sfida tra Renate e Virtus Verona, con i nerazzurri che pur in superiorità numerica per un tempo non portano a casa l’intera posta in palio e devono rimandare ancora l’appuntamento con la vittoria che oramai manca da oltre 40 giorni. Sorprese nella formazione titolare con il giovane Pellegrino in difesa, e il trequartista Procaccio dietro le punte Sorrentino e Maletic. Cronaca. Nel primo tempo le emozioni si concentrano tutte nella parte finale, praticamente nel recupero. Prima solo qualche conclusione velleitaria con Sorrentino pericoloso in un paio di situazioni intorno al 20’. Primo vero appunto della gara è l’infortunio di Fallani al minuto 42 che resta a terra dopo un brutto scontro con Nalini. L’estremo difensore nerazzurro lascerà il terreno di gioco in barella, dentro Ombra al suo posto. Recupero infinito durante il quale succede di tutto. Si comincia con la traversa colpita da Currarino, c’è però la deviazione di un difensore della Virtus da cui scaturisce un calcio d’angolo sugli sviluppi del quale nasce il penalty e l’espulsione di Daffara. Dagli undici metri Procaccio non sbaglia. Renate in vantaggio e Virtus Verona in dieci uomini per tutta la ripresa. Nonostante l’inferiorità numerica la Virtus ha un buon inizio di secondo tempo, la spinta degli ospiti trova sfogo al 20’ quando c’è un corridoio a destra, difesa nerazzurra un po’ ferma, Nalini è lucido e serve un pallone perfetto per Zappellon che tutto solo dal limite dell’area col piatto destro batte Ombra.

Che poi è bravissimo poco dopo sul tiro ravvicinato di Casarotto. Seconda traversa del Renate all’85’, la colpisce ancora Procaccio direttamente da calcio di punizione dal limite dell’area. Il Renate chiude in attacco ma è superlativo Sibi che smanaccia in angolo sul colpo di testa di Bianchimano.

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