Viaggio nel cantiere. Dentro la vasca: l’ingegneria idraulica contro le esondazioni

Porte aperte al cantiere del maxi-invaso realizzato dalla Regione a Carnate

Viaggio nel cantiere. Dentro la vasca: l’ingegneria idraulica contro le esondazioni

Viaggio nel cantiere. Dentro la vasca: l’ingegneria idraulica contro le esondazioni

Dentro la vasca, l’ingegneria idraulica al servizio della sicurezza. Cantieri aperti al nuovo maxi invaso anti-esondazione a Carnate. Ieri, il tour nel cuore dell’opera dove sta prendendo forma il bacino artificiale che "salverà il borgo dagli effetti del cambiamento climatico", spiega il Consorzio Villoresi, che lo sta realizzando per conto della Regione. Costo, 12 milioni e 600mila euro, una montagna di denaro che sale a 114 milioni se sommata al resto degli interventi che il Pirellone ha portato a termine in Brianza da una decina d’anni a questa parte "in una logica di prevenzione, per scongiurare l’emergenza", chiarisce Gianluca Comazzi, assessore al Territorio.

Fra i più importanti, il piano per salvare Lentate, in più tranche, 26 milioni di esborso, e quello fra Varedo, Limbiate e Paderno Dugnano per altri 38. Tappe di una filosofia che oggi si realizza anche nel Vimercatese. "L’ennesima testimonianza del lavoro costante nella lotta al dissesto idrogeologico e per la difesa del suolo, la sicurezza dei cittadini è la priorità", sottolinea Comazzi. Il progetto prevede la valorizzazione dell’area con una postazione di birdwatching, avvistamento di uccelli, e di un’area umida e la piantumazione di un bosco di 7mila metri. Un modo per renderla un’oasi per gli amanti della natura, il percorso punta a fare il tutto esaurito. La vasca intercetterà le acque del Molgora a Nord dell’abitato, "impedendo l’allagamento in caso di piogge eccezionali, sempre più frequenti in tempi di eventi climatici estremi".

Il bacino avrà una superficie di 9 ettari e una capacità di contenere 350mila metri cubi di acqua da rilasciare poco alla volta. I lavori sono stati avviati a fine dicembre e si concluderanno entro il 2025. "Un progetto essenziale per noi che metterà a disposizione di tutti una zona da vivere", dice la sindaca Rosella Maggiolini. "La tutela del territorio ci vedrà sempre più in prima fila – conclude Alessandro Folli, presidente del Villoresi– alla luce della competenza e dell’esperienza accumulata nella gestione idrica". La febbre del pianeta "induce una serie di passaggi obbligati sul fronte della protezione del suolo e questi invasi sono senza dubbio strategici per l’incolumità di tutti".